In Calabria, nonostante tutto…

Prima si è incamminato il Comune di Riace, poi un po’ a distanza hanno seguito l’esempio anche altri piccoli borghi, il più conosciuto ed esposto è forse il Comune di Acquaformosa.

Ora i Sindaci di questi paesi camminano tutti a braccetto, a testa alta, essendo riusciti non solo a bloccare la riduzione dei servizi ed il processo costante di spopolamento,  con conseguenza dell’inselvatichimento delle aree, ma hanno contribuito ad invertire il trend demografico, con nuove dinamiche di sviluppo locale, sia economiche che sociali, anche nelle zone più interne e difficili della Regione Calabria.

Tutto ciò grazie all’accoglienza dei migranti, sempre più coinvolti in una trasformazione positiva di queste aree.

Se in Italia questa notizia passa un po’ sottotraccia, in giro per il mondo e nei palazzi delle istituzioni europee è presa a modello.

E’ bene sempre ricordare che nonostante i tanti problemi e le innumerevoli mancanze che coinvolgono i politici locali, la Regione Calabria nel 2013 ha aderito alla Strategia Nazionale per le Aree Interne, istituita nel 2013 dal Ministero della Coesione territoriale.

Visto che le “aree interne” (circa l’80% del territorio calabrese) sono caratterizzate dalla mancanza o dalla lontananza dai servizi essenziali con conseguente riduzione dei servizi e calo dell’occupazione, senza opportuni progetti di sviluppo, è facile prevedere cosa sarebbe accaduto, se non si fosse pensato di agire in qualche modo.

Invece con l’apertura delle porte ai migranti, progressivamente coinvolti attivamente sul territorio, si è avuta una reale rivitalizzazione sociale ed economica, che fa da trampolino di lancio anche per i grandi patrimoni naturali e culturali presenti nella regione che, con opportuni progetti di sviluppo, possono diventare il punto da cui ripartire per la ripresa economica di tutta l’are.

La legge sull’accoglienza della Regione Calabria è forse la migliore d’Italia; l’iniziativa fu del centrosinistra, ma passò all’unanimità e venne pure elogiata dal rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (unhcr), Laurens Jolles.

Basta allora raccontare solo cose brutte della Calabria! Le iniziative belle e fruttuose ci sono, ed hanno un grande risalto soprattutto fuori dai nostri confini.

Quasi sempre il difficile sta nel cominciare, poi se riusciamo a partire e soprattutto possiamo andare a braccetto con altri, tutto sarà più semplice.

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