Il turismo in Italia

Turismo, croce e delizia dello stivale. Un paese come il nostro  che possiede storia, arte, enogastronomia, natura per tutti i gusti,  è un paese molto fortunato. Ma tutte queste doti, alla lunga,  se non sviluppate e gestite adeguatamente possono non bastare più. Così negli ultimi anni  i numeri del turismo in Italia dicono che si peggiora.

Peccato perché si sta parlando  di un’industria che nel suo complesso vale già oltre il 10% del PIL. Anche in condizioni non ottimali.

Ci siamo mai chiesti il perché dei dati negativi, nonostante che i Governi e gli Enti locali abbiano investito nel settore turismo ingenti risorse sia direttamente che per mezzo di apposite società costituite ?

Io me lo sono chiesto, anche perché nel mio piccolo ho sperimentato in prima persona sia nel nostro paese che all’estero forme di accoglienza e di attrazione turistica.

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L’immagine unica  dell’Italia da un punto di vista turistico c’è, è chiara ed interessante. Ma ciò non basta più.  C’è bisogno di favorire e semplificare il soggiorno e perché no personalizzare  l’accoglienza  di un  turista che deve godere di quei servizi e di quei prodotti che il nostro paese può e deve fornire,  ma che al momento sono un po’ lasciati al caso o alla intraprendenza di poche realtà regionali   .

Se da soli tutto ciò può sembrare arduo, la volontà di realizzarlo in gruppo  può fare la differenza.

Sviluppare servizi completi ma diversificati, offerti in sinergia dai vari operatori, progettando, perché no,  un percorso completo ( per esempio  dal ricettivo, alle indicazioni multilingue di come raggiungere un monumento, ai luoghi dover poter acquistare particolari souvenir ) . Il tutto al giusto prezzo , cioè senza approfittarsi della situazione contingente .

Turista che deve essere attratto anche in base alle  sue caratteristiche . Percorsi e pacchetti  mirati alle esigenze particolari di ogni gruppo. Per giovani, anziani, famiglie con o senza bambini, per quanti sono soli, per chi ama le sagre, la campagna, il turismo storico, termale, musicale, balneare e così via.

Il punto di vista che abbiamo oggi in Italia è ancora troppo generalizzato e poco attento ai bisogni di quanti vogliono passare le vacanze nel nostro paese.  E’ invece necessario adoperarsi in sinergia per accrescere precise operazioni di mercato per i molti tipi di “turismi”, attenti alle tipologie del cliente  ed anche alle stagioni, per poter far crescere le presenze anche nei momenti di vuoto. Vuoto che può e deve essere riempito anche perché le caratteristiche del nostra paese e la volontà ed intraprendenza di molti lo possono permettere.

Non occorrono poi enormi sforzi per promuovere meglio l’offerta turistica. Iniziative  e progetti mirati e condivisi nel rispetto e nella ricerca dei bisogni delle varie tipologie di clientela, dovranno portare  nel breve ad un rilancio di una settore sempre più vitale per il nostro paese.

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