Il panciotto vince la sfida del Mondiale 2018

Con il mondiale ci sono ottime possibilità che si rilanci, che torni popolare. Non il calcio, ormai sempre più legato ad un business senza freno, ma il panciotto.

Si proprio il panciotto e la moda, intesa come eleganza classica, un po’ per tutti e per ogni occasione.

La visibilità è stata offerta dai mondiali di calcio di Russia 2018, grazie al personaggio Gareth Southgate, 47enne allenatore dell’Inghilterra, che sempre si è presentato in campo, durante le partite della sua nazionale, con i pantaloni classici, la camicia azzurra, la cravatta e per l’appunto il panciotto di lana merino. Realizzato nello Yorkshire dal lanificio Alfred Brown per conto di Marks&Spencer, il panciotto è stato il vero elemento distintivo e quel qualcosa in più di questo mondiale.

E’ vero che negli ultimi anni la moda ha cercato di rilanciare il gilet ed il panciotto nelle sue tante sfaccettature, ma la pubblicità implicita che il mister inglese ha costruito, presentandosi sempre negli stadi affollati e soprattutto dinanzi alle telecamere di tutto il mondo in abito formale, e poi lasciando al più piccolo dei capi la scena, sa di rilancio di una nuova tradizione.

Lo stile impeccabile di Southgate è stato possibile anche grazie a piccoli accorgimenti, che hanno completato il profilo e precisamente: tenere il panciotto tutto abbottonato, usare sempre la cravatta ed abbinarlo con l’intero abito.

Così alla fine il panciotto è entrato, sia nella storia dei Mondiali di calcio, grazie a Gareth Southgate, che nei ricorsi della moda, visto che in tanti ora hanno deciso di imitarlo, acquistandolo.

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