Il mondo della scuola è lento come un bradipo

Lento  come un bradipo. Forse potrebbe essere il paragone con un mondo, quello della scuola italiana,  rispetto alle nuove tecnologie.

immagineMa dietro all’andatura molto lenta  di questi strani animali si potrebbe coprire una  strategia anti-predatore.  Per alcuni esperti infatti, i bradipi, muovendosi così lentamente, cercano di non dare  nell’occhio ad alcuni rapaci che sono svelti a distinguere gli oggetti in movimento.

Così anche la scuola, questa è almeno la speranza,  potrebbe muoversi allo stesso modo, così  lenta,  forse per prevenire eventuali  aggressioni e sopraffazioni provenienti da  un mondo, quello digitale,  che potrebbe risultare alla fine ingestibile ed incontrollabile, sia per la poca conoscenza e la poca cultura, che per le limitate risorse economiche e impiantistiche di cui le strutture scolastiche dispongono .

Personalmente  sto  vivendo,  con il secondo figlio, agli inizi della scuola superiore,  esperienze scolastiche di utilizzo di nuove tecnologie  che hanno visto sia avanzamenti che successive frenate , mentre con la prima figlio, che ha effettuato l’esame di maturità lo scorso luglio, le esperienze in tal senso sono state  pressoché inesistenti.

Negli ultimi tempi, c’è da dire, i fondi  pubblici messi a disposizione delle scuole per le nuove tecnologie, cominciano ad avere la loro consistenza , permettendo così  ai dirigenti scolastici di far capolino, avvicinandosi  ad una cultura digitale che, altrove, sta rivoluzionando anche le dinamiche sociali e produttive.

Poiché  i linguaggi di base (gestuale, verbale, iconografico)  sono  ampiamente cambiati, orientati verso un stile comunicativo  che si base sull’ interazione, la  produzione collaborativa ed una condivisione sempre più allargata,  come è possibile sviluppare la conoscenza e la cultura tenendo conto di tutte queste trasformazioni ?


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La scuola, come dicevamo prima, è in difficoltà  e poco preparata nell’affrontare i cambiamenti  sociali che si poggiano su innovazione e tecnologia.

I piani previsti per la scuola ( piano Cl@sse 2.0, piano Scuol@ 2.0,  piano Editoria Digitale Scolastica ), stentano a decollare perché , come dicevamo sopra,  i fondi fino ad oggi sono arrivati troppo lentamente ed in quantità non adeguata, le infrastrutture scolastiche sono inadeguate ed i docenti,  nella stragrande maggioranza dei casi non hanno una preparazione adeguata.Ma qualcosa comunque  si sta muovendo . Non ovunque ma il movimento in tal senso sta crescendo.

Per esempio il registro di classe elettronico, la condivisione delle informazioni all’interno della scuola , l’ invio dalla scuola agli studenti ed ai loro genitori di notizie aggiornate, la gestione di contenuti multimediali con la distribuzione all’utenza scolastica di una serie di media ( documenti, foto, video ), l’allargamento dei  metodi di insegnamento con l’utilizzo di social network con i quali i docenti possono inviare agli alunni video educativi, compiti, esercitazioni, fuori dalla vita scolastica.

imagesE per concludere alcuni interventi agli ambienti , alle aule, con dotazioni di apparati per la connessione ad internet con l’utilizzo di tecnologie a supporto della didattica quotidiana.

Così come il il bradipo è un animale molto simpatico , lento perché poco abituato a camminare sulla terra ferma,   visto che vive sugli alberi ( su cui si muove con la velocità di un razzo ), così la scuola è una istituzione, un bene comune,  con visione sull’educazione,  da noi forse troppo lenta, ma si sa, l’educazione ha comunque tempi non brevi.

Le nuove regole  che vorrebbero cambiare la scuola e che dovrebbero tendere ad una reale autonomia scolastica, con maggiore prontezza nelle decisioni e nella loro attuazione, sono paragonabili all’albero su cui il bradipo si muove agevolmente,regole che se ben applicate e ben gestite potrebbero portare in pochi anni alla scuola del futuro , per un vero cambiamento, che favorisca la sua integrazione con la realtà sociale a cui i nostri giovani appartengono.

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