Il maltempo e le chiacchiere da bar

Prolungare la stagione balneare. In questi giorni viene dato davvero  troppo spazio sui media agli appelli e alle proposte di alcuni primi cittadini o dei rappresentanti degli operatori turistici.

Possiamo capire che si autorizzi l’allungamento della stagione balneare, con stabilimenti e strutture ricettive aperte anche dopo il 30 settembre. Scelta che può avere un  senso, che deve restare comunque a descrizione ed a carico dell’operatore turistico  e che non danneggia certo il turista; semmai può invogliarlo a fare qualche altro momento di vacanza.

Ma che si pretenda perfino  il posticipo dell’inizio delle scuole,  quello è veramente troppo.

E’ evidente che non è stata un’estate esaltante, gli incassi saranno senza dubbio in forte contrazione a causa del maltempo, ma un po’ di cautela con certe affermazioni penso sia necessaria.

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In Italia i problemi sono tanti. Migliaia di persone ogni mese sono a rischio posto di lavoro o hanno gli stipendi congelati a causa dei problemi di vendita e delle grosse difficoltà finanziarie della aziende ancora rimaste in piedi . Ed allora tali imprese cosa dovrebbero  chiedere ?  Di tenere, per esempio,  aperti 24 ore al giorno tutti i punti vendita sul nostro territorio, per sperare in un nuovo modo di fare acquisti  ?

L’incognita tempo in certe attività purtroppo fa parte del rischio impresa ( agricoltura, turismo, gelaterie ecc. ),  rischio che dovrebbe essere in parte  calcolato e coperto  con risparmi da parte dell’ imprenditore.

Tornando alla proposta, alquanto ridicola, di posticipare l’inizio delle scuole, di contro si hanno altre argomentazioni, di segno contrario,  altrettanto valide,  che però passano sotto traccia. Ad esempio,  chi ha affittato per un’intera stagione sdraio ed ombrellone a chi dovrebbe chiedere la restituzione di parte delle somme pagate ma non godute, appunto per il maltempo? Oppure i genitori, impegnati a lavoro ( se disoccupati ancora peggio perché impossibilitati per ragioni economiche a fare vacanze ) a chi dovrebbero lasciare i propri figli se l’inizio della scuola venisse spostata in avanti di quasi un mese ? E con questa penuria di posti di lavoro, con carichi di lavoro spesso raddoppiati, come si può pensare che un eventuale ritardo nell’ inizio della scuola possa creare nuove opportunità di ferie ?

Pur garantendo la più ampia  libertà di parola e di opinione, auspichiamo che i media, soprattutto quelli a livello nazionale, diano maggior rilievo a notizie veramente interessanti e formative, anziché soffermarsi su notizie e proposte che assomigliano più che altro a  chiacchiere da bar  .

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