Il boom inarrestabile del Prosecco: quale verità ed a quale prezzo?

In molti festeggiano, altri invece non festeggiano affatto. Partiamo dalle ragioni di quest’ultimi, forse i meno numerosi e meno pubblicizzati.

Chi è che non festeggia l’inarrestabile crescita del business mondiale del Prosecco ed il fatto che le colline dove le viti vengono coltivate (soprattutto Conegliano Veneto e Valdobbiadene) da poco tempo sono diventante Patrimonio Mondiale dell’Umanità?

Tante associazioni, movimenti ed ambientalisti, che hanno rilevato e denunciato molte problematiche, sorte con il crescere della produzione.

Perché sulle colline l’ambiente è stato via via modificato per creare sempre muove opportunità di produzione, con l’eliminazione di alberi (anche secolari) e di siepi, che hanno definitivamente allontanato tante specie di uccelli. Pure la tecnologia si è insediata, con l’uso di macchinari, con il collocamento di pali in ferro a cui aggrappare le viti, ma soprattutto con l’uso di pesticidi, tanto che molti residenti che confinano con i campi di vite, spesso accusano difficoltà respiratorie ed eruzioni cutanee.

Cosicché c’è gente che non solo non brinda, ma sta lottando contro la produzione del vino con le bollicine, pensando di fermare anche lo stravolgimento ambientale.

Altresì, c’è tanta gente che brinda, politici compresi, perché bere un ottimo bicchiere di Prosecco, non solo è gustoso, ma porta pure ricchezza e visibilità.

La produzione in crescita, perché la domanda è inarrestabile, con il Prosecco che è divenuto il vino del boom italiano nel mondo.

In questo caso la mano dell’uomo e la tecnologia sono viste come una benedizione, fino al punto che l’Unesco, recentemente, ha classificato le colline del Prosecco come un Patrimonio Mondiale dell’Umanità, perché si legge “la zona include una serie di catene collinari, che corrono da est a ovest, e che si susseguono l’una dopo l’altra dalle pianure fino alle Prealpi, equidistanti dalle Dolomiti e dall’Adriatico, il che ha un effetto positivo sul clima e sulla campagna. Se Conegliano ospita molti istituti legati al vino, Valdobbiadene è invece il cuore produttivo dell’area vinicola. I ripidi pendii delle colline rendono difficile meccanizzare il lavoro e di conseguenza la gestione delle vigne è sempre stata nelle mani di piccoli produttori. È grazie a questo grande, pacifico esercito di lavoratori e grazie all’amore per la loro terra che è stato possibile preservare queste bellissime colline e creare un forte legame tra l’uomo e la campagna. Il risultato di questo forte legame è uno straordinario esempio di come questa antica cultura sia fortemente radicata alla sua terra”.

Ed allora, quale verità ed a quale prezzo?

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