I social ci stanno sfuggendo di mano?

Sarà, ma a me sembra che tra le tante questioni, anche quella legata ai social, ci stia sfuggendo di mano. E non come altri dicono che si sta pensando ad una forma di “censura” verso la libertà di opinione.

Perché in diversi paesi occidentali ed anche nel nostro, a volte la troppa libertà può produrre più danni che non vantaggi.

Gli insulti social, la diffusione di odio sulle piattaforme web sono un problema serio, che dovrebbe essere attentamente valutato e regolamentato.

Certamente sui social alla libertà di opinione, ma no agli insulti, no a spargere notizie false (fake news), no a bullizzare o denigrare l’altro.

Mattia Santori delle Sardine, forse l’unico, nella sua genuinità e gioventù a gennaio scorso aveva proposto una sorta di Daspo Social (Daspo sta per Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive ma che si è esteso anche oltre gli stadi), perché diceva che “Se qualcuno non è in grado di comportarsi nell’arena pubblica e di rispettare alcune regole non può entrare in quella comunità”. Qualcuno aveva letto tale proposta come una mossa quasi ingenua, un po’ per le difficoltà di attuazione ed un po’ per il fatto che il tema della libertà di opinione su Internet è un tema complicato.

Comunque vada il problema esiste e cresce nella sua gravità. Ed oltretutto investe anche buona parte del mondo politico.

Ed allora anche i social non ci devono sfuggire di mano; vanno studiati, in nome della democrazia, dei metodi di contenimento, perché le piattaforme sociali non possono essere luoghi dove le persone possono smettere di vergognarsi, spesso distruggendo una persona senza provarne il pur minimo rimorso.

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