I punti chiave del business del gelato

Siamo in piena estate e cosa chiedere in questo periodo se non di poter gustare un buon gelato?

Alimento conosciuto nel mondo grazie all’Italia, che ne è la patria, il gelato, tira alla gola e, nel suo piccolo, l’economia. Nonostante le tante difficoltà della maggior parte delle attività commerciali ed artigianali storiche, dovute alla crisi dell’ultimo decennio ed alle molte innovazioni nei prodotti e negli usi, in tutti i centri e le periferie cittadine, ogni anno, è facile imbattersi in una nuova gelateria (e le vecchie rimangono).

La maggior parte di queste ultime aperture è di tipo artigianale, anche se in alcuni casi la parola “artigianale” viene fatta propria ad arte, soprattutto per ragioni di marketing. Infatti per essere classificata davvero in quel modo, anche la gelateria dovrebbe seguire un processo in cui realmente tutto il ciclo del prodotto viene svolto alla perfezione, secondo i canoni dell’artigianalità (ma non sempre lo è).

Comunque, tornando al business del gelato, il primo punto da considerare è quello che, nonostante non sia un prodotto innovativo, ha successo e per far sì che continui ad averne, nonostante il periodo di stanca, nonostante la concorrenza e le difficoltà economiche, il gelato chiede aiuto alle idee imprenditoriali del gelataio, che sono quelle che alla fine possono risultare vincenti. E l’applicazione dell’idea è quella che conta.

Un secondo punto che sostiene il business del gelato è assicurato dal lavoro delle aziende produttrici dei prodotti e dei semilavorati utilizzati nel processo, per garantire una sempre maggiore qualità, di un alimento che deve restare genuino. Così crescono le attività di ricerca nel campo degli ingredienti e delle materie prime, spaziando dalla microbiologia e chimica del gelato, sino alle proprietà tecnologiche ed alla sicurezza alimentare. In questo modo arriveremo presto ad avere una raffinatezza tale da trovare menù con prodotti solo di stagione (ad agosto per esempio il gusto all’arancia è fuori luogo) e con prezzi diversi a seconda dei gusti, perché il gelato oggi, se ci pensate bene, si trova in commercio, quasi ovunque, ad un costo che non varia tra un gusto ed un altro. In una filiera di alta qualità, dove la standardizzazione viene messa da parte, come può un cono al limone costare esattamente come un cono ai frutti di bosco?

Terzo punto in favore del business del gelato, soprattutto per quello qualitativamente evoluto, è la possibilità di avere ancora enormi margini di crescita, un po’ ovunque. Non solo in Italia, nelle zone extraurbane, ma anche e soprattutto all’estero, dato che in tutto il globo c’è un numero molto basso (meno di centomila) gelaterie artigianali. Facendo il confronto con le gelaterie “pure” (non bar e non pasticcerie) che ci sono in Italia, circa 10mila, la possibilità di farci ambasciatori del gelato italiano, non solo in Italia, ma anche all’estero,  è da prendere al volo.

E poi non va mai dimenticato che il gelato è proprio un alimento equilibrato ed è adatto in tutte le stagioni.

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