I paesi fantasma sono ormai apparsi

Forse la tendenza ultimamente è stata  invertita. Lo spopolamento sembra fermato e si sta aprendo uno spiraglio per un recupero, facendo soprattutto leva sull’ecoturismo, la cui domanda è in crescita.

Stiamo pensando al  recupero dei “paesi famtasma” che  potrebbe rappresentare non solo una nuova vita per molti, ma anche una valorizzazione patrimoniale ed ambientale del nostro territorio.

Case e paesi abbandonati lungo tutto lo stivale ( pare  che l’Italia abbia più case abbandonate di qualsiasi altro paese del Mediterraneo) che  potrebbero forse contenere tutta la popolazione di Roma e Milano.

immagine1Piccoli borghi, centri alpini,  chiese, castelli, case di pietra, panorami mozzafiato  sulle valli sottostanti, tutto completamente deserto, spesso immersi nella natura.

Per opera di due giovani  Maggy Bettolla e Fabio Di Bitonto, recentemente è stato pure creato il progetto Paesi Fantasma, per scoprire paesi spopolati e recensire il maggior numero di ghost town  in Italia e nel mondo. Il sito si propone per l’appunto di far conoscere luoghi e paesi abbandonati , grazie alla passione ed alla volontà di questi due ragazzi, con la speranza che tale lavoro  porti ad un impegno pubblico e privato che possa offrire a molti di essi una seconda vita.

L’ultimo censimento Istat parla di circa  6.000 centri  completamente abbandonati .

Il valore del sito www.paesifantasma.it come pure tutte le altre iniziative inerenti la scoperta di questi piccoli paesi, rivestono  una grande importanza, visto che quei pochi investitori che fino ad oggi  hanno acquistato e stanno facendo rinascere questi piccoli borghi,  si sono trovati quasi per caso davanti all’investimento che poi hanno realizzato. Recentemente anche su ebay sono stati pubblicati annunci particolari, come ad esempio per citarne uno,  la proposta di vendita di tutto il  centro alpino Calsazio, che si trova ai piedi del Gran Paradiso , a soli 245.000,00 euro.

Perché sono nati molti “paesi fantasma” crediamo sia intuibile a molti. Dai fattori naturali come terremoti, epidemie, frane, ai fattori sociali, economico e culturali  con la necessità di trovare lavoro altrove, oppure anche a causa di espropri governativi, che poi non hanno portato a niente.

immagine2Ogni regione ( la Liguria e la Toscana pare che ne abbiamo parecchi ) ha i suoi ghost town , termine inglese che identifica i centri abbandonati. Proprio all’estero abbiamo delle particolarità che ci possono far riflettere e perché no rilanciare. Negli Usa per esempio la  città fantasma di Bodie, abbandonata ai tempi del Far West, oggi è una delle mete turistiche più gettonate della California mentre in Spagna molti tra i  4.000 borghi abbandonati, grazie alla molta pubblicità e all’intervento pubblico che ha finanziato progetti di recupero, stanno rifiorendo,  soprattutto per l’interesse straniero.

Dai noi oltre alla difficoltà iniziale di risalire alla proprietà degli immobili e dei terreni abbandonati, si hanno problematiche importanti spesso dovute all’alto rischio sismico o idrogeologico.

Ma questo non può farci desistere; le opportunità che provengono dai “paesi fantasma” sono tante e di varia natura e  potrebbero permettere a molti inoccupati o a quanti desiderano di cambiar vita, di dare un nuovo slancio alla propria persona ed al contesto sociale ed economico che li  circonda.

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