I giovani, oggi una nicchia non uniforme

Alla fine degli anni sessanta e negli anni settanta i giovani erano una bio-classe, una generazione corposa che, a volte anche con eccessi, trascinava il paese con uno spirito pubblico ed una sensibilità politica non indifferente.

Forse perché erano numericamente una forza che si trainava ed esaltava a vicenda, ma nei giovani si avvertiva vitalità e speranza in un futuro intenso e positivo.

Premesso che oggi i giovani:

  • sono una nicchia, una minoranza della popolazione italiana, visto che vengono da decenni di decrescita;
  • sono ognuno diverso dall’altro, quasi personalizzati;
  • non rappresentano una categoria sociale fondamentale, un tempo trainante per il paese;

si può tranquillamente dire che per loro, come per la loro formazione, nell’ultimo ventennio, le politiche giovanili promosse da tutti i governi, sono state parecchio insufficienti.

Così, stante questa situazione generale complessa, i nostri giovani hanno perso, non solo la maggioranza numerica e la capacità di traino, ma anche, tranne poche eccezioni, quella capacità di progettare il futuro, che oggi viene costruito soltanto per frammenti e per singole occasioni.

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