Gli attacchi terroristici e l’audience

Di queste cose è bene parlarne in momenti di tranquillità (si fa per dire, visto cosa accade giornalmente nel mondo)  e non quando ci troviamo di fronte ad un evento specifico.

Ogni qualvolta negli ultimi anni in Europa avviene un’azione terroristica, ne viene dato ampio risalto da tutti i media del continente per diversi giorni, anche con una programmazione straordinaria. Se invece il fatto accade fuori dall’Europa, nella maggior parte dei casi, passa la notizia in pochi secondi.

Peccato, tante persone oneste, italiane e non, volenterose ed anche preparate, in certi casi si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma va tenuto conto che, la probabilità di essere coinvolti in un attacco terroristico, corrisponde più o meno a quella di essere colpiti da un fulmine.

Infatti dopo l’undici settembre del 2001, i morti nel mondo occidentale per atti terroristici non dovrebbero superare il migliaio di persone, mentre, per esempio, i morti che ogni anno ci sono solo sulle strade italiane per incidenti, sono di alcune migliaia.

Se poi andiamo negli Stati Uniti e leggiamo le statistiche sulle persone uccise con armi da fuoco, troviamo dei numeri impressionanti. Circa 11mila omicidi ogni anno con armi da fuoco, a cui si devono aggiungere i morti causati da chi spara ad una massa di persone, le così dette stragi di massa, che settimanalmente si ripresentano, in zone affollate (scuole, supermercati ecc.).

Quindi, porre tutta questa attenzione mediatica verso alcuni fatti terroristici, come ad esempio l’ultimo caso di Strasburgo o ai tanti precedenti, fa senz’altro il gioco delle testate giornalistiche, per attirare lettori ed aumentare le vendite, ma soprattutto favorisce e non di poco, i gruppi terroristici ed i loro fiancheggiatori, che prendono slancio per progettare nuove azioni.

Ed oltretutto questo risalto mediatico genera nella popolazione una falsa rappresentazione della realtà, visti i numeri che abbiamo citato sopra.

Non si capisce allora perché, per avere un po’ più di audience, deve essere offerto ai cittadini un servizio di informazione così fuorviante che, come dicevamo sopra, è pure una pubblicità indiretta all’estremismo ed a quanti, emarginati,  pensano di avvicinarvisi.

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