Gli aggettivi apparentemente vincenti

Nazionalismo, populismo e sovranismo sono gli aggettivi più utilizzati in politica nell’ultimo periodo, sia in Italia che all’estero, apparentemente vincenti. Per capirci qualcosa dobbiamo innanzi tutto analizzarli uno per uno.

Nazionalismo: tendenza ideologica ad esaltare il concetto di nazione esasperando il comune sentimento di attaccamento al proprio paese.

Populismo: anche se ha numerosi ambiti di applicazione, quello che a noi interessa in questo periodo storico è quello con il significato di appellarsi alla popolazione, in un atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo.

Sovranismo: la posizione politica per la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione.

Sulla base di questi dovuti chiarimenti, oggi come oggi questi tre aggettivi appaiono vincenti e vengono accostati a diversi leader che sono arrivati al governo del proprio paese (per esempio Trump, Salvini, Di Maio, Orban).

Sembra che la globalizzazione sia in una fase di ritirata, anche perché, per esempio, in Europa, il costante declino dell’Unione Europea, sta favorendo la rinascita delle teoriche identità nazionali. E come non ricordare Trump, che negli Usa ha vinto le elezioni cavalcando l’onda con il motto “American First”.

Ma alla fine le posizioni politiche che si accostano ai tre aggettivi, non chiariscono affatto i molti dubbi che possono nascere, vedendo anche i corsi ed i ricorsi della storia, tra cui:

E’ possibile che in un mondo ormai così globalizzato e concatenato da tanti interessi, una nazione possa prendere alla lettera e riconoscersi nel potere sovrano, non assoggettabile a nessun’altra autorità esterna?

E’ gestibile un mondo governato da leader sovranisti, che da lontano si indicano come modello l’un l’altro, ma da vicino si ritraggono ognuno in difesa dei propri confini?

Qualcuno nel nostro paese crede davvero che la salvezza dell’Italia possa passare da un recupero della sovranità nazionale?  

Invece, più semplicemente, crediamo che l’unica cosa da preservare in quanto vera ricchezza dell’umanità, sia la diversità degli stili di vita e delle culture.

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