Forza Islanda!

Ci siamo. Il 14 giugno, tra due giorni,  si apriranno i mondiali di calcio Russia 2018. Qualcosa bisognerà pur fare, non possiamo restare così, neutrali, quasi amorfi, di fronte alla manifestazione più importante del gioco del calcio.

Io mi associo, lo dico pubblicamente. Lo avevo già deciso senza alcun condizionamento in tempi non sospetti (mio figlio può confermarlo). Poi quando ho saputo che anche la Gazzetta delle Sport ha adottato gli “azzurri del nord“ e che il Capo di Stato islandese ha ricambiato con affetto, il sostegno che verrà dato alla squadra dell’Islanda, non mi sono sentito neppure più solo, ma in buona compagnia. Ma non solo, indagando ho trovato altri siti mobilitati per stare vicino al paese scandinavo, come per esempio Mondiali.it.

Anche perché alla fine i mondiali sono sempre i mondiali. Hanno quel qualcosa in più che per un breve ma intenso periodo ti fa evadere, sognare, sperare, volare alto.

Lo dimostra il fatto che anche il gioviale e pimpante Capo di Stato islandese, Gudni Johannesson, uomo di una terra dura, lontana ed apparentemente un po’ distaccata dal resto del mondo, ha ancora un vivissimo ricordo delle serate di luglio ’82, con l’Italia Mundial. In quel periodo era in vacanza a Rimini con la famiglia,  ed ancora oggi rivede gli abbracci del Presidente Pertini, i clacson delle auto impazzite, tutta la gente per strada. Un qualcosa di nuovo, mai visto prima dal vivo. Ma soprattutto con la festa capì che il gioco del calcio in certi frangenti può unire e far sognare.

E questo, nel piccolo, sta succedendo anche all’Islanda, che dopo la prima e più che positiva partecipazione agli Europei, si appresta a debuttare anche ad un mondiale di calcio.

E poi diciamocelo: come non appassionarsi ad una squadra così affabile, che all’europeo francese conquistò le simpatie di tutti, anche grazie al “Geyser sound”, il battito di mani ritmato dei tifosi e giocatori islandesi !

Stefano Bortoli

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