Fondazioni bancarie per tutti o per pochi ?

Non so se è così evidente anche nelle grandi città come lo è nelle piccole, ma a seguito del continuo  taglio dei trasferimenti centrali agli enti locali, quasi tutte le iniziative cittadine sul sociali sono sovvenzionate dalle Fondazioni bancarie.

Cosa vogliamo dire ? Semplice. Che la rete delle Fondazioni bancarie,  gestendo un patrimonio di oltre 40 miliardi di euro,  ogni anno decide di distribuire importanti somme per  finanziare migliaia di  progetti sul nostro territorio, sia piccoli che grandi.  Progetti sociali che vanno all’arte alle università, dai malati ai teatri, dai poveri alla sport ed altro ancora.

Anche se le difficoltà dei mercati e le nuove tasse dei Governi, sempre in agguato,  si sono fatte sentire sul patrimonio e sui dividenti anche delle Fondazioni, che le hanno obbligate a ridurre le elargizioni, le città italiane continuano a contare molto su questi contributi, visto che gli Enti Pubblici essendo a corto di risorse finanziarie non sono più in grado di intervenire a favore della collettività, se non per interventi strettamente necessari ed urgenti.

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Se per un conto tale opportunità può considerarsi un rimedio, per un altro  produce nuovi nuclei di potere rivolti ai  principali settori economici delle città.

Dobbiamo precisare che le Fondazioni bancarie hanno natura privatistica e quanti si trovano a capo delle stesse dovrebbero riflettere un processo di rappresentatività di gruppi di interesse, al di sopra delle parti.

Ma ciò che vediamo in giro dimostra il contrario. I vertici delle fondazioni rimangono in carica per decenni, attaccati alla poltrona quasi più dei veri politici di professione, dato che  le Fondazioni bancarie oggi rappresentano un vero e proprio potere autonomo visto che non è subordinato ad alcuna altra autorità, sia politica che istituzionale. Ed allora le guerre per il loro controllo sono lunghe e spesso estenuanti.

Così, da sovvenzionare iniziative sociali a… controllare le attività di grandi interessi privati, il passo … è breve.

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