Farage mangia ancora nel piatto dove ha sputato

Torniamo per un momento al referendum inglese, che ha decretato la volontà di uscita dall’Unione Europea del Regno Unito, anche perché è un fatto molto importante per il nostro continente. Soprattutto ritengo che dobbiamo tornare a parlare del personaggio più rilevante di questa situazione, visto che quatto quatto,  dopo il referendum si è affrettato ad uscire dalla scena politica locale, come dice lui … per aver raggiunto il proprio fine…, lasciando così agli altri gli oneri e le responsabilità di un verdetto dai risvolti ancora nebulosi.

Personaggio che però stranamente non si è dimesso dal Parlamento Europeo, così tanto osteggiato, forse perché ritiene che su uno stipendio da parlamentare ( oltre 20mila euro/mese ) le ideologie ed i principi possono passare in secondo piano .

E’ risaputo che il popolo inglese è famoso per la fermezza di carattere e la riluttanza nel mostrare emozioni. Proprio per questo mi sarei aspettato che nei confronti di Nigel Paul Farage, 52anni, leader del partito Ukip ( partito indipendente impostato su politiche razziste ed anti-Europa ) fondato nel 1993, ci fosse maggiore intransigenza.

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Me lo sarei immaginato, dopo l’annuncio delle sue dimissioni da capo del partito Ukip ma non dal Parlamento Europeo, preso per un orecchio e portato di fronte ai cittadini britannici, perché illustrasse, dopo una sua iniziale dichiarazione di responsabilità verso il popolo che lo ha seguito nel voto della Brexit,  le modalità di uscita ed i successivi risvolti positivi per il paese, oltre alle giustificazioni per le mancate dimissioni da parlamentare.

Invece nulla di tutto questo. Farage dopo i primi momenti di euforia si sarà reso conto, senza però vergognarsene,  di aver avuto una vittoria di Pirro, cioè ad un prezzo talmente alto, che forse neppure lui è  in grado di calcolare.  Ed allora meglio lasciare… gli oneri… a qualcun altro, ma trattenere quanto ancora possibile lo … stipendio da Parlamentare Europeo…

Lui dileguato,  mentre il popolo inglese rimasto,  frastornato e preoccupato, con la classe dirigente intenta nel trattare con l’Unione un processo di uscita che risulti il meno doloroso possibile per il paese .

Così alla fine un po’ di italianità con questa perla di saggezza, per Farage  non guasta: ” peggio di chi sputa nel piatto dove ha mangiato c’è solo chi mangia nel piatto dove ha sputato“.

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