…Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo…

Sembra proprio il vissuto del testo della canzone di Gino Paoli.

Un’idea partita da uno dei quattro, Matteo, che poi ha interpellato gli altri tre amici.

4 ragazzi che un po’ per scherzo e un po’ per sfida, si sono messi a fare un po’ di lavoro manuale per arrangiare qualche pesciolino. Poi hanno organizzato un passaparola sui social e via, così è nato l’impegno di scendere in piazza, per una occupazione simbolica di spazi urbani, per non lasciare tutto il campo alla linea salviniana.

Tutto questo è partito per caso, nessuno sapeva quante persone sarebbero accorse in piazza Maggiore a Bologna in quel giorno di novembre, precisamente il 14, proprio in contemporanea all’avvio alla campagna elettorale della Lega in Emilia Romagna, per il voto delle regionali del 26 gennaio prossimo.

Forse solo 4, con quattro pesciolini in mano, forse qualcuna in più. Mah, chi lo sa?

Invece quella sera del 14 novembre in Piazza Maggiore sono accorse più di 10mila persone, gente comune, senza bandiere, senza slogan di partiti, ma con lo slogan …l’Emilia Romagna e Bologna non abboccano…

Sardine, questo è il nome con cui si è pensato di ribattezzare i 4 ragazzi promotori e tutta la piazza di Bologna. Perché la sardina vive generalmente in acque aperte, ma si può trovare sia lontano che vicino alle coste.

Dopo il primo attimo di sbandamento, per il neppure sognato, per i 4 ragazzi è venuto il momento della riflessione. Ma anche quello è durato ben poco, perché i gruppi di sardine si sono moltiplicati e si sono dati appuntamento ogni qualvolta Salvini era in visita ed in comizio in ogni altra città.

Al di là del loro colore politico, tanta gente senza bandiere, tanto entusiasmo e tanta coscienza popolare, che sembrava persa, smarrita.

Lo “squalo” Salvini ed il suo entourage insinuano che tutto quanto è stato organizzato dal PD.

Ma i giovani promotori si proclamano innocenti ed accettano prove che possano contraddire le loro tesi, pronti a scusarsi.

Le sardine come pesci, oltre ad essere pesci comuni e miti, hanno la peculiarità di unirsi insieme a tanti altri pesci, in banchi nei quali si stringono gli uni agli altri. Così come il popolo di sardine nelle piazze, un popolo mite ma deciso, nel contrastare apertamente la linea di Salvini come pure nel cercare un interlocutore valido.

Le due righe più significative del loro manifesto, scritto in fretta e furia, recitano: sfidare con la partecipazione civile, l’impegno in prima persona e la coscienza critica la retorica della comunicazione vuota. Senza insulti, né violenza.

Certamente il movimento è più a sinistra che a destra, ma quello che conta è che in Italia la società civile si è appena risvegliata dal torpore.

Oggi ci sono decine di piazze in Italia pronte ad agire spontaneamente alla retorica del populismo con la creatività e con la richiesta di una politica più giusta e reale.

E questo è uno dei pochi segnali positivi di questi ultimi anni.

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