Due fenomeni globali

Ai giorni d’oggi a volte vediamo situazioni particolari, anche inattese. Per esempio nel fine settimana passato, l’ultimo di novembre 2017, se ci riflettiamo su, abbiamo assistito a due fenomeni globali, contrari tra di loro, che alla fine si intrecciano, sui quali vorrei soffermarmi un momento.

Il primo hanno cercato di imporcelo, con una grande azione di martellamento da più fronti. Il secondo, venuto alla luce con un semplice e modesto comunicato pubblico, che la maggioranza di noi neppure conoscerà, ha invece generato, nel suo piccolo, una grande sensazione a livello mondiale.

Il primo fenomeno globale ha preso campo fin da una decina di giorni prima dal suo manifestarsi, con sms, newsletter, banner, servizi in tv ecc., ed è stato amplificato con il passare dei giorni. Si trattava del black friday; alla fine soltanto una scusa come tante per cercare di movimentare il commercio, in questo periodo di consumi prenatalizi un po’ stagnanti. Quest’anno si è notato un vero “bombardamento”,  molto più che gli anni scorsi. Come se ci volessero inculcare che solo l’andare ad acquistare era un qualcosa al passo con i tempi, mentre restare a casa sembrava quasi come essere ai margini della società. 

Il secondo fenomeno globale, che a prima vista sembrava proprio non al passo con i tempi, si è invece trasformato in un vero e proprio successo, anche perché i media che hanno rilanciato la notizia, in certi casi hanno tralasciato degli aspetti non secondari.

L’iniziativa è frutto di un semplice comunicato stampa prodotto dai dirigenti comunali di uno sperduto paesino di montagna della Svizzera, Albinen, vero e proprio paradiso naturale a 1.300 metri di altezza. Con i suoi 240 abitanti, questo sconosciuto villaggio nel Canton Vallese, ha deciso di offrire degli incentivi per chi decide di trasferirsi in un paese, quello svizzero, che da molti anni sta subendo un importante calo demografico, soprattutto giovanile.

Venticinquemila euro per adulto e 10mila per i bambini: un totale di 60mila euro per una famiglia di quattro persone. Ecco il contributo che il comune sarebbe disposto a concedere a chi decide di trasferirsi a vivere ad Albinen. Ci sono poi dei requisiti da possedere che, come dicevamo prima, non tutti i siti che hanno rilanciato la notizia, hanno pubblicizzato. Ad esempio avere meno di 45 anni, impegnarsi a risiedere per dieci anni nel comune,  possedere un permesso di domicilio C, investire (non in una seconda casa) una somma di 200mila franchi svizzeri. Così il contenuto del messaggio che ha fatto il giro del mondo in maniera un po’ approssimata, ha generato interesse e disponibilità da ogni continente. Alla fine migliaia di persone hanno inoltrato domanda di trasferimento.

Le autorità di Albinen, forse non abituate ad un simile trambusto, non hanno gradito, anche perché la maggior parte delle domande a prima vista non possedevano tutti quei requisiti che il bando richiedeva.

Così il Comune di Albinen si è affrettato a fare una dichiarazione sul proprio sito internet parlando di “sensazionalismo a livello mondiale” ed “eccitazione non necessaria”.

Proprio i termini giusti per misurare l’evento del black friday…

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