Dimostrare che è più facile stare al governo che non all’opposizione

Ovunque, ma soprattutto nel nostro paese, stiamo percependo che negli ultimi tempi è molto più facile stare all’opposizione che governare. Notiamo pure come le così dette aree “roccaforti”, le zone monocolore, dove ha sempre governato un solo partito, nel tempo non sono più tali.  

L’avvicendamento periodico di partiti al governo e all’opposizione, è frutto dell’insoddisfazione generale dei sempre meno elettori che vanno a votare. E come potrebbe essere altrimenti?

Se ci pensiamo bene tutti gli astri nascenti del mondo politico italiano del dopo “prima repubblica” hanno fallito o stanno fallendo; hanno usato tante belle parole, ma poi alla prova dei fatti, i gruppi di potere, le difficoltà burocratiche e le consuetudini di un paese e di un popolo, quello italiano, a dir poco strano, hanno avuto il sopravvento.  

Da noi è davvero difficile per qualunque leader trasformare la protesta in consenso, visto che fino ad oggi, il leader vero è sognato ed atteso ma, poco dopo essere giunto al potere, è già una delusione.

Ed allora crediamo sia necessario per tutti i veri o presunti leader, passati, presenti e futuri, innanzitutto fare un bagno d’umiltà. Perché nella vita si può e si deve accettare di essere messi in discussione, come pure per prendere le decisioni che contano è indispensabile conoscere e, per conoscere, è necessario lo studio, l’esperienza e tanta dedizione.

Come pure consigliamo loro di rivolgere lo sguardo ed analizzare attentamente quanti, nel mondo occidentale, dopo la prima elezione, in democrazia, sono stati confermati ed hanno mantenuto, in buona parte le promesse spese durante la campagna elettorale. In giro non ce ne sono molti.

Ne prendiamo solo uno come esempio, il più recente,  visto che è tanto più vicino a noi (perché italoamericano) di quanto sembri lontano (dall’altra parte dell’oceano).

Sindaco di New York dal 2013, quindici giorni fa è stato rieletto per il secondo mandato, Bill De Blasio, 56 anni, ha nuovamente vinto con un consenso personale che non solo l’opposizione non è riuscita minimamente a scalfire, ma anche nessuno membro del suo partito ha voluto realmente sfidare.

Venuto fuori, quasi per caso nel 2013, alle primarie del partito democratico, grazie ai gravi errori di due candidati molto più quotati di lui, riuscì facilmente a sconfiggere l’avversario repubblicano.  

All’inizio del suo mandato sembrò in difficoltà per i suoi modi poco formali nei rapporti con la polizia locale (che gli si oppose in più occasioni pubblicamente), come pure appariva ai più un po’ scombinato (spesso in ritardo agli incontri pubblici, abituato a fare pisolini in orario di lavoro). 

Nonostante questa incerta partenza, De Blasio si è imposto, tanto che la sua rielezione a Sindaco era pressoché certa già molti mesi prima delle votazioni.

Tale consenso è scaturito dal fatto che è riuscito a mantenere diverse promesse fatte in campagna elettorale come la ripresa economia della città, la riduzione della criminalità, l’asilo nido pubblico per 70mila bambini e la fine di uno strumento di controllo adottato dalla polizia che colpiva soprattutto gli afroamericani. Oltre a ciò in città si stanno costruendo diverse case popolari e i residenti che subiranno uno sfratto saranno presto assistiti da avvocati forniti dalla città.

Idee chiare, lungimiranza, importanza ai temi ed alle problematiche della popolazione. Ecco le dote di un leader, nato per caso, che nonostante sia italoamericano ci sta dimostrando come può essere più facile stare al governo che non all’opposizione.

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