Dermatiti: la ricerca è passata al contrattacco

Le dermatiti sono patologie  in costante aumento. Nei bambini, nei giovani, negli adulti, nei vecchi. Nella vita quotidiana, negli ambienti lavorativi. Per inquinamento, per la presenza di sempre nuove sostanze allergizzanti.

Le dermatiti in generale consistono in una reazione della pelle a fattori esterni (allergeni chimici o fisici) o interni (liberazione dei fattori dell’infiammazione). Sono infiammazioni della cute che diventa rossa e pruriginosa. Possono essere momentanee o persistenti, a seconda delle cause ne esistono di varie tipologie, complicandosi con gonfiore, desquamazione, vescicole, bolle, erosioni e croste.

Sono state sempre molto indagate, ma da alcuni anni i ricercatori stanno studiando come affrontare e sconfiggere le malattie della cute con nuove armi alla luce di nuove scoperte, avvalendosi di informazioni a prima vista semplici, ma profondamente rivoluzionarie.

Tutto parte dai risultati di uno studio effettuato dall’Istituto della Salute Americano, iniziato nel 2008, che ha censito i microrganismi che vivono in simbiosi con il corpo umano, in special modo in 5 zone (intestino, cute, naso, cavità orale e vagina). Questi microrganismi formano il microbioma umano ( l’insieme dei geni dei microrganismi stessi), che sull’organismo umano è definito con il termine di microbiota (insieme dei microrganismi che convivono tra di loro senza danneggiare l’organismo umano) .

Così tornando al discorso iniziale riguardante le dermatiti, la ricerca ha evidenziato che sull’epidermide del nostro corpo vivono centinaia di specie batteriche diverse, che formano il “microbiota della pelle”. Questi microorganismi (più di un miliardo ne popolano un centimetro quadrato), chiamati “residenti”, abitano la nostra pelle e la proteggono, con i loro antibiotici naturali,  formando una barriera contro i diversi batteri patogeni.

Lo stravolgimento è proprio qua. La cosmesi ha sempre trattato la pelle come un organo sterile ed il suo microbiota come un qualcosa da combattere, mentre ora i nuovi studi propongono e consigliano nuove armi contro le varie forme di dermatiti.

Armi stavolta non di distruzione, come i farmaci antibiotici utilizzati attualmente che uccidono sia i batteri patogeni che quelli buoni. Ma nuove “creme batteriche” contenenti i batteri buoni, lozioni quasi personalizzate, in grado di sconfiggere le malattie della cute causate da uno squilibrio della flora batterica.

Questo per dire che attualmente utilizziamo farmaci, creme, cosmetici in genere, dannosi per i microrganismi “residenti” benefici che vivono sulla nostra pelle; inoltre tutti i giorni ci troviamo a contatto con saponi e detergenti di sintesi chimica che sono controindicati per il microbiota cutaneo.

La risposta a tutto questo potrebbe essere data innanzitutto con il ritorno al naturale, con l’utilizzo di cosmetici che non interferiscono con il microbiota residente della nostra pelle.

Nei negozi è facile trovare prodotti cosmetici spacciati come naturali, ma difficile è trovare in commercio prodotti che davvero contengano esclusivamente ingredienti che la natura offre.

Terra Italica, ne è un esempio pratico. Fondata da pochi anni da Lamberto e Marilena, pensionati che hanno trascorso, uno, una vita nei laboratori di ricerca chimico-microbiologico e l’altra, studiando le piante ed i suoi principi attivi sull’epidermide. Insieme si stanno impegnando a fondo al fine di proporre prodotti originali per la detersione della persona e per i trattamenti epidermici. Prossimamente ne approfondiremo la conoscenza.

Cominciamo intanto a metabolizzare questa scoperta contro le dermatiti, che in futuro prossimo potrebbe portarci, chissà, ad ingerire anche vere e proprie spremute di …batteri buoni.

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