La cronaca nera ci soffoca

Credo che sia stato superato ogni limite. E’ vero che la convivenza oggi è difficile, i ritmi frenetici della vita non aiutano a rilassarti e così difficilmente riusciamo a contare fino a 10 prima di dire o di fare qualcosa. Cosa sta succedendo alle famiglie ?  Ogni giorno i telegiornali ed i notiziari  ci comunicano uccisioni di  familiari, conviventi, amanti, figli che assistono all’omicidio efferato, bimbi che a volte subiscono la stessa sorte.

Cosa sta cambiando nell’animo  dell’uomo e soprattutto quali  sollecitazioni sbagliate giornalmente arrivano all’uomo ?

Non voglio assolutamente addentrarmi in ragionamenti complicatissimi sui mali di questa società, ma ciò che invece mi preme di dire riguarda il comportamento dei telegiornali e notiziari in Italia.

Anche il Presidente della Repubblica italiano non molto tempo fa registrava pubblicamente in un suo intervento “…. lo  spazio abnorme, nei telegiornali e nei notiziari, dedicato alla cronaca nera e giudiziaria….  queste notizie hanno preso il posto di notizie essenziali come, ad esempio, le informazioni internazionali, spesso sottaciute “.

I gialli, i misteri, i casi irrisolti, la fame di notizie cupe, sembrano l’unica fonte di sopravvivenza per i nostri tg e rotocalchi. E non solo. Anche le serie Tv sono sempre più improntate su situazioni criminali .

Tutto ciò può creare un effetto emulativo, scatenando spesso l’aggressività sopita e la frustrazione accumulata nel tempo ? Personalmente credo di si.

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Già il clima generale è difficile di per se, se poi aggiungiamo anche la cassa di risonanza prodotta dai media, la situazione può diventare davvero delicata.

Già nel lontano 2011 i dati di una ricerca europea sui Tg del vecchio continente avevano monitorato che in Italia il tempo del TG1 impegnato in storie di nera era del 11% contro l’1,8% della rete tedesca Ard.  Non sono in possesso di dati più recenti, ma cronometrando alcuni tg  ho riscontrato che quasi il 40% del tempo  viene dedicato alla cronaca nera e giudiziaria.

E ciò non è da imputare ad un maggior tasso di criminalità nel nostro Paese, ma credo ad una  scelta editoriale che spinge ad investigare molti  casi   ( esempi come Meredith Kerche , il giallo di Cogne, Sara Scazzi, la strage di Erba ecc. ),  seguendo  le vicende per tutto l’iter giudiziario, che come sappiamo,  in Italia,  possono durare anche oltre un decennio.

Questo modo di sollevare il dibattito, scatenare l ‘indignazione popolare, appassionare il pubblico a storie dove c’ è veramente poco su cui appassionarci,   soffoca non solo molte notizie che dovrebbero essere invece portare a conoscenza della popolazione, ma  anche il cittadino attento e sensibile, che si trova costretto a subire. Mentre può far da detonatore per quanti coltivano al proprio interno cattivi pensieri .

E’ veramente il momento di cambiare. L’informazione può e deve avere la consapevolezza che la strada imboccata non può più essere percorsa.

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