Crisi finanziaria : gli operatori del settore avranno capito la lezione ?

immagine1Facciamo un passo indietro e torniamo al trienno 2006 – 2008, epoca dei famigerati mutui subprime. Negli Stati Uniti ha inizio una crisi sistemica finanziaria che ha portato non solo alla perdita di miliardi di dollari ma anche alla perdita di migliaia di posti di lavoro, crisi che dapprima  si estende al vecchio continente e successivamente a tutto il globo. Ci ritornano in mente i dirigenti di primarie banche americane che lasciano i loro uffici mettendo gli oggetti della loro scrivania all’interno di un anonimo scatolone..

Le cause di questa crisi (i cui strascichi sono ben visibili ancor oggi) sono riconducibili anche alla finanza malata che si è affidata per anni al guadagno veloce e speculativo attraverso gli strumenti finanziari chiamati derivati.  A quell’epoca tutte le banche mondiali, molti istituti assicurativi, enti nazionali e perfino locali (Comuni e Province) avevano in pancia derivati e strumenti finanziari comunque pericolosi.

immagine2Tutti noi pensiamo che invece ora le cose siano diverse: che gli operatori abbiamo capito la lezione, che l’economia sana deve prevalere sulla finanza speculativa, che l’oggetto vale di più del pulsante buy or sell impresso sulla tastiera dei traders. Ci sbagliamo di grosso. Volete sapere la verità? Il livello dei derivati in mano alle banche è esattamente uguale al livello pre-crisi, eccezion fatta per Italia e Spagna che sembrano aver capito gli sbagli.

Ancora una volta la logica delle azioni e dei guadagni sta prevaricando il valore del lavoro e della trasparenza con potenziali conseguenze, questa volta, catastrofiche.

Sara De Nardi

Per approfondimenti www.pillolediborsa.it 

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