La salita verso un’ agricoltura di montagna

E’ vero ci vuole fegato, forza interna, calma ed una dose di avventura. Il tentativo, di riscoprire l’agricoltura di montagna, è paragonabile ad una salita dura, incerta, verso una vetta che, quando raggiunta, ci permette però di avere un panorama unico, fuori dal comune,  eccitante e nello stesso tempo rilassante.

imagesLa salita dura ed incerta è rappresentata innanzitutto dall’aspetto climatico. Temperature basse, periodo vegetale breve, pendenze . Andando oltre vediamo che le  montagne sono abbandonate da anni,  i campi incolti, i  terrazzamenti crollati, le case come ruderi. Quasi nessuno nei dintorni ed i pochi non fuggiti o  fanno un’unica produzione, da affidare poi ad una grande distribuzione, oppure si sono trasformati, dove possibile, in albergatori , proprietari di ristoranti o di impianti sciistici.

La vetta raggiunta, con fatica ( ma sappiamo che le vittorie più esaltanti sono quelle più sofferte ) invece, innanzitutto è rappresentata dalle vallate incantate, che pian piano diventano compagne di vita. E da molti altri fattori che, assemblati ,  portano al panorama unico di cui parlavamo prima.

Si comincia con una casetta isolata, rimessa in sesto  e da un po’ di terreno, il tutto acquistato ad un  prezzo accessibile . Di lì a poco si inizia a ripulire i campi dai cespugli, a sistemar i vecchi terrazzamenti ( che sono sempre salutari per l’ambiente circostante ).  Poi è la volta di qualche animale , capre, pecore, asini, soprattutto per il latte e per mantenere il contesto pulito. E per un impegno maggiore, perché no,  anche una mucca.

Poco oltre è la volta di un po’ di agricoltura, diversificando le colture. Ortaggi ( meglio se biologici ), un frutteto, qualche latticino e per finire anche piante e fiori.

images (1)Produzioni contenute ma sufficienti per diversificare i mercati e l’opportunità, di associare, nel medio periodo, esperienze didattiche, laboratori ed una  piccola  attività ricettiva.

Il segreto della sopravvivenza, dopo la nascita ,  di queste realtà di montagna è la vendita diretta sul posto, oppure nei mercati locali, con il contatto, fondamentale, tra produttore e consumatori.

Ricordiamo che nel nostro paese ben il 47,5% della superficie è montana, pertanto rappresenta una  ampia superficie .

Le molte difficoltà di accesso alla montagna devono non essere aggravate dalla burocrazia, ma favorite da leggi regionali sul recupero delle zone montane.

Badate bene che non si tratta di ritirarci su un monte fuori da tutto e tutti  , ma di costruire una possibile nuova agricoltura di montagna, capace di proporre un altro modo di dare economia, difendendo anche l’ambiente circostante.

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