I costi della nostra e della loro sicurezza

Il costo sociale per tornare a vivere come prima di ogni fatto terroristico è davvero molto alto. Ed ogni volta è sempre più alto.

Anche se crediamo e vogliamo essere uomini e donne liberi, non condizionati dagli eventi terroristici che a più riprese si presentano nelle nostre città, l’attività per individuare ogni fonte di rischio terroristico sta lentamente non solo limitando la nostra libertà, ma anche e soprattutto drenando risorse importanti, che altrimenti potrebbero essere destinate al miglioramento di altri servizi che le comunità sollecitano, a volte vanamente.

Stiamo parlando di soldi, di costi reali, di milioni e milioni di euro che ogni anno vanno a pesare sui bilanci delle nazioni. Periodicamente la sicurezza si allarga, si affina, cerca di intercettare le possibili criticità, con grande dispendio di energie umane, tecnologiche ed economiche.

E tutto questo, non so se ci abbiamo riflettuto, come dicevamo prima, purtroppo va a discapito del cittadino, che oltre ad essere di fatto meno libero è anche più povero. Così non è vero che tutto è e deve restare come prima di ogni tragedia.

Anni fa in Italia protestavamo per i costi della domenica, necessari a reprimere il fenomeno degli  ultras alle partite di calcio. Si era calcolato che la spesa per la sicurezza a partita, a seconda che si trattasse di un incontro tra tifoserie  “non a rischio” oppure “a rischio”, poteva andare da 40 mila euro ad 80 mila euro; tutto ciò in carico solamente dello Stato (diversamente da altre nazioni tra le quali Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, dove le società sportive sono obbligate a contribuire). Le voci più importanti che compongono tale spesa sono evidenti: reparti mobili di polizia e carabinieri con centinaia di unità dislocate sul posto con mezzi adeguati, decine di vigili urbani a governare il traffico locale, elicottero delle forze dell’ordine in volo nella zona dell’evento sportivo (un’ora di volo costa circa 5 mila euro).

Poi brontolavamo un poco anche per i controlli sempre più accorti e severi negli aeroporti e sugli aerei, che sembravano la fonte di rischio assoluto. Ma non eravamo ancora a niente.

Oggi gli ambiti da monitorare e gestire sono tantissimi; ogni evento o situazione che richiama pubblico (teatri, centri commerciali, vie affollate, cerimonie religiose, eventi culturali e sportivi, stazioni, porti, ecc.) potrebbe essere zona sensibile da monitorare accuratamente, perché nel momento in cui meno te lo aspetti…qualcosa può accadere.

Così periodicamente si alza l’asticella che impone un maggior controllo ed un più alto impegno da parte dei corpi di polizia, dei servizi di intelligence e di quelli dell’antiterrorismo, perché i fatti accaduti e le segnalazioni intercettate, lo impongono. 

Tutto ciò è buona cosa ma le risorse per la sicurezza interna, mai sufficienti, se sono destinate ai simili controlli, vengono poi a mancare per esempio  sul fronte della criminalità comune e della microcriminalità. Così il cittadino deve cercare di proteggersi privatamente con alti costi, come pure deve rinunciare o pagare di tasca propria altri servizi primari non più accessibili alla collettività, le cui somme sono state utilizzate per scopi di sicurezza contro il terrorismo.

Se poi vogliamo addentrarci nella spesa per garantire la sicurezza dei personaggi istituzionali italiani e mondiali, dovremmo aprire un capitolo a parte, un vero e proprio altro mondo, che forse è bene non conoscere, visti gli eccessi.

Solo per dare un’idea, si calcola che per garantire l’incolumità del presidente americano Trump e della sua famiglia stretta,  nella routine, viene speso oltre 1 milione di dollari al giorno. Se poi ci sono cose extra, come ad esempio i viaggi, allora i costi si amplificano e di molto!

E per il vertice del 7 Grandi del Mondo, che si è tenuto proprio questo fine settimana, ultimo di maggio, a Taormina, sono stati dislocati nei 2 giorni oltre 7 mila agenti, che rappresentano una piccola parte della spesa complessiva dell’apparato di sicurezza di un evento, la cui organizzazione è iniziata diversi mesi fa. I nostri politici ne vanno fieri, personalmente lo ritengo un eccesso di spesa che danneggia tutta la comunità.

Senza considerare gli impedimenti e le limitazioni ( ad esempio strade chiuse al traffico )  che i cittadini debbono sopportare di buon grado per favorire e per garantire la sicurezza a  questi personaggi istituzionali.

I costi della nostra e soprattutto della loro sicurezza sono una voce di bilancio sempre crescente, di segno opposto ai continui tagli imposti per risanare i conti dello Stato. Sarà bene tenerlo in considerazione.

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