Cosa ne sarà del Brasile, dopo Rio 2016 ?

A breve le paraolimpiadi ( in settembre ), poi sul Brasile calerà definitivamente il sipario apertosi  con i mondiali del  2014; così le più importanti manifestazioni sportive del mondo ( mondiali di calcio ed olimpiadi ) a distanza di due anni si sono tenute nello stesso paese.

immagineIl Brasile sulla scia di una crescita economica/sociale senza precedenti,  si era proposto e si era visto assegnare ( stranamente ) due competizioni ravvicinate e  così impegnative, ma già prima degli inizi dei mondiali di calcio, qualcosa nel paese cominciava a scricchiolare.immagine1

In poco tempo la situazione generale si è deteriorata. Oggi c’è piena recessione economica come pure è in corso una non meno grave crisi politica.

Con l’inizio delle Olimpiadi di Rio 2016, si è avuta di fatto, al cospetto del mondo, una tregua interna, che a breve finirà.

Mutamento di strategie governative con contrazione degli investimenti statali, in favore di presunti interventi privati mai avvenuti, corruzione politica, crisi finanziaria, disoccupazione. Ecco la situazione in Brasile,  paese che fino a pochi anni si vantava di far  parte del BRICS  ( sigla che comprende i cinque paesi con le maggiori economie emergenti ) assieme a Russia, India, Cina, Sudafrica. Ma, nonostante che le manifestazioni sportive l’hanno posta al centro del mondo, il paese sudamericano  si trova in una brutta recessione, con oltre 1,5 milioni di posti di lavoro persi negli ultimi mesi. Senza dimenticare che i costi dell’ultimo evento, anche se dimezzati rispetto a quelli di Pechino 2008, sono raddoppiati, rispetto al budget iniziale di spesa, da 10 a 20 milioni di dollari.

immagine2

Lo scenario interno è caotico, nessuno sa bene cosa succederà e soprattutto se i due eventi organizzati porteranno nel tempo i frutti sperati o lasceranno in eredità costi difficilmente ripagabili ed ulteriore miseria,  come lo è stato per le olimpiadi di Atene.

Se fino a pochi anni fa, anche per le aziende italiane,  entrare nel mercato brasiliano significava aver spazio in un vero e proprio subcontinente, con una classe media in continua crescita, oggi non c’è niente che possa garantire continuità e sicurezza di export verso tale paese.

La spia di allarme si è accesa da tempo. I mondiali e le olimpiadi, per opportunità,  hanno momentaneamente sospeso il segnale.

Il Brasile rischierà di trovarsi ancora più povero di quanto oggi è, dopo Rio 2016 ?

Pubblicato in Mondo e con Tag , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

sedici − sei =