Consumismo e globalizzazione sono arrivati al capolinea ?

prodotti tipici italiaE’ risaputo che la storia alterna fasi di progresso a fasi di decadenza in cui ad epoche di civiltà possono seguire epoche di ritornata arretratezza.

Il nostro tempo è stato caratterizzato da consumismo e globalizzazione, ideali di benessere, che sembrano però arrivati al capolinea . L’avvento del consumismo negli anni sessanta anche aiutato dalla diffusione degli strumenti di credito al consumo,  oggi  non  è più sostenibile, soprattutto per la crisi mondiale. Sembrano risultare vani anche gli sforzi delle politiche economiche che,

con le poche risorse disponibili, cercano comunque di  stimolare il consumo,  con metodi fittizi e con opere spesso inutili. La globalizzazione , invece, dagli inizi degli anni ’90 ha spinto verso modelli di  produzione più uniformi e convergenti, con produzioni con dimensioni standard, forme standard, prodotti standard che si adattino alle macchine per il raccolto, per il trasporto, per l’imballaggi e che si adattino agli scaffali dei supermercati. A discapito del cibo, non più saporito, poco nutriente e poco salutare,  che proviene spesso dall’altra parte del mondo.

Mondo che sistematicamente propone evidenti segni di insofferenza, anche in quei paesi ( Turchia e Brasile sono l’attualità ) considerati fino ad oggi in forte crescita e mutamento  rispetto al passato.

Con i principi di “sussistenza” ed “auto-approvvigionamento” si sono avuti in passato sistemi importanti per la natura umana, quasi completamente accantonati con l’avvento della modernità. Ma da qualche tempo troviamo movimenti che stanno spingendo  per il ritorno a simile idee e strategie.

Secondo tali, con il principio di sussistenza ogni Regione dovrebbe produrre i principali alimenti alla base del fabbisogno quotidiano. La sussistenza comprende sia ogni tipo di aspetto materiale ( cibo, abiti, alloggio ) che immateriale ( cura, relazioni sociali ) . Ciò al fine di un  benessere comunevendo patate

Localizzare permette al  business di essere maggiormente responsabile e visibile favorendo l’ armonia che è alla base della nostra esistenza quotidiana. Quotidianità che invece negli ultimi decenni i è stata ostaggio di  criteri commerciali, che hanno portato di fatto  alla quasi eliminazione dell’economia di sussistenza.

Con l’auto approvvigionamento si ritrova la disponibilità a lavorare insieme con criteri di reciprocità e non gli uni contro gli altri, come nei casi dell’economica globalizzata, la quale ha prodotto lo sgretolamento della struttura commerciale dei quartieri e delle cittadine rurali, dove sono pure scomparsi uffici postali, banche, farmacie e negozi al dettaglio. Il tutto confluito nei grandi centri commerciali, i nuovi  luoghi sia di raccolta dei consumi che   “di svago” .

In un sistema globalizzato se qualcosa va storto ( chiusura di un’azienda, delocalizzazione in altra nazione ) l’economica locale ne risente in modo particolare e per diverso tempo, come pure  l’approvvigionamento soffre nei casi in cui la coltivazione di un determinato prodotto è tutta concentrata in una regione che subisce una catastrofe naturale od una guerra. In un sistema globalizzato  troviamo altre caratteristiche negative come ad esempio l’astrattezza e l’anonimità ,  generate dai rapporti di scambio economico specifici  del mondo globalizzato.

vendita ortaggi

 

Reciprocità e collaborazione invece sono concetti passati ma che stanno riemergendo con forza  per controbattere le caratteristiche negative di un sistema globalizzato.  L’auto sostegno che sta rinascendo in diverse parti del mondo porterà senza dubbio  effetti positivi sia a livello occupazionale che a livello di rapporti sociali ed interpersonali e soprattutto farà da contrappeso ad  una economia globale frettolosamente  fatta passare come dottrina superiore ed insostituibile.

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