Conosciamo la biologia del futuro ( già presente)

Biologia sintetica. Due parole apparentemente innocue, quasi fredde, su cui sorvolare, che invece potrebbero aprirsi ad un mondo infinito. Ed allora fermiamoci un attimo e cerchiamo almeno di capire in grandi linee di cosa si tratta.

La biologia sintetica è una disciplina nata nell’ultimo decennio come amalgama  tra biotecnologie ed ingegneria. In pratica organismi (per di più batteri) presenti in natura vengono manipolati geneticamente per conferire loro nuove proprietà, soprattutto pensando all’uomo come beneficiario di queste. Cioè la possibilità di effettuare combinazioni artificiali capaci di modificare le proprietà di un organismo vivente, creando nuove funzioni e nuove attività che potrebbe risolvere molte sfide biomediche, energetiche, ambientali ed alimentari del pianeta.immagine

Così pare che stiamo transitando da una biologia che sa descrivere ad una biologia che sa sintetizzare e ricombinare  le proprietà di un organismo vivente, creando nuove funzioni con nuove attività.

Per esempio ci sono ricercatori che hanno modificato il virus della poliomielite rendendolo meno aggressivo, aprendo la strada a vaccini più sicuri. Oppure sul fronte dell’oncologia, dove si sta cercando di  creare sistemi in grado di neutralizzare le cellule tumorali, senza danneggiare quelle sane. Altrettanto interessante la scoperta del batterio E. chromi, capace di produrre pigmenti colorati in funzione della quantità di agenti inquinanti presenti in un campione d’acqua ( è stato messo a punto da un gruppo di studenti dell’Università di Cambridge ). Anche dall’ Italia, grazie a Jason Fontana, 23 anni ( laureato all’Università di Trento) provengono notizie interessanti. Il giovane  ha creato un batterio per la pulizia del marmo dai residui dello smog.

Per non parlare delle idee futuristiche , che immaginano la vita nelle megalopoli del domani. Si sognano edifici composti da entità biologiche , in grado di crescere, ripararsi autonomamente , riutilizzare i propri prodotti di scarto, reagendo anche in maniera adeguata ai mutamenti ambientali ( vento, temperatura, umidità, ecc. ). Insomma abitazioni con una propria vita grazie anche a cellule  modificate di batteri.  A titolo esemplificativo dobbiamo menzionare il Bacillus subtilis, batterio che è in grado già di riparare le fratture nel cemento. immagine1

Insomma la biologia sintetica vorrebbe  trasformare la biologia in una scienza ingegneristica, con la creazione di microrganismi in grado di  aiutarci a combattere molte malattie ed  a migliorare l’ambiente nel suo complesso.

Ai molti pro, chiaramente troviamo anche importanti contro. Genetisti che  si domandano preoccupati : come utilizzare e fino a che limite utilizzare tutto questo progresso ?  L’esempio degli OGM ( di cui la biologia sintetica è una versione molto più evoluta e sofisticata ) è giornalmente in discussione. come pure ogni intervento umano volto a modificare l’operato di Madre Natura è spesso, ed anche giustamente, accolto con timore e resistenze.

Un passo oltre natura.  S’ha da fare o non s’ha da fare ?

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