I concorsi pubblici vanno rimodulati in fretta

Era almeno una quindici d’anni che il problema era assopito visto che le assunzioni nella pubblica amministrazione erano quasi bloccate. Arrivati all’osso del personale in forza, qualcosa si è dovuto sbloccare.

Con la fame di lavoro che c’è in giro le selezioni “oceaniche” qua e là stanno ripartendo perché il miraggio di un posto fisso, attira ancora nei luoghi prestabili alla selezione migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia.

A Roma alla fine degli anni ’90 ci furono proteste dei cittadini, delle associazioni, dei comitati e del consiglio di circoscrizione, contro i mega-concorsi all’Hotel Ergife, che mandavano ogni volta in tilt il traffico sull’Aurelia, con autisti bloccati per ore lungo la strada, mezzi pubblici strapieni in coda e centinaia di candidati in attesa alle fermate degli autobus. Si chiedeva già all’epoca di decentrare le sedi dei concorsi in altre zone della capitale o in altre città, o ancor meglio, siccome era il tempo in cui la Lega spingeva per il federalimo, di “federare” pure i concorsi pubblici.

L’ultimo “concorsone” in ordine di tempo è stato quello di Genova, indetto dalla Regione Liguria, in questo accaldato mese di luglio, per la copertura di 100 posti per infermieri subito, poi altri 200 in graduatoria, pronti alla chiamata.

Su 12.400 iscritti si sono presentati, alla Fiera del Mare, al primo appuntamento con i quiz, 7.270 candidati. Poi seguirà la prova scritta e la prova pratica per quelli che riusciranno ad andare avanti.

Giovani e meno giovani, che si spostano ovunque, appena intravedono una possibilità di un lavoro, si muovono con budget di spesa molto ridotto, che a volte li vedono trascorrere la notte precedente all’esame in treno o in stazione. Poi  si accampano nel luogo d’esame in attesa che i cancelli si aprono. Ma non siamo ancora a nulla, perché ci sono tempi di attesa molto lunghi anche per essere identificati, prima di andare a sedersi. Qualche veloce istruzione, poi via con la  prima prova selettiva, che in un attimo sentenzierà la preparazione del candidato.

La nostra Costituzione stabilisce che agli impieghi pubblici si accede per concorso ma non mancano i casi in cui, in violazione del principio del concorso, si stabilizzano precari, che da tempo prestano servizio nel pubblico.

C’è chi è convinto che il concorso pubblico sia il metodo peggiore per selezionare e reclutare il personale, c’è chi pensa che il concorso pubblico è un ferrovecchio, eredità di un sistema amministrativo superato, c’è chi invece lo ritiene una difesa contro gli abusi.

Visto che in Italia è così difficile cambiare le cose, almeno cerchiamo di migliorarle, visto che i mezzi e le tecnologie che oggi permettono di limitare o eliminare gli spostamenti delle persone e dei documenti sono di uso comune. Mi verrebbe in mente come prima idea la possibilità di convocare i candidati nelle città capoluogo di provincia della propria residenza, in un ambiente adibito e certificato per i concorsi, nel quale svolgere la prova simultaneamente alle altre città, tramite pc o tramite documenti pervenuti attraverso la rete, alla stregua di un esame di maturità.

Ma vediamo anche i nostri parenti vicini e lontani come si comportano, soprattutto per le qualifiche medio-alte della pubblica amministrazione.

In Francia la selezione è iniziale, ci sono scuole che si occupano solo di formare il personale della pubblica amministrazione, attraverso un concorso molto duro e per pochi posti, a cui partecipano soltanto le persone con particolari requisiti ed una discreta preparazione. Già riuscire ad entrare significa carriere quasi assicurata, a cui si associa una formazione nel tempo che completa professionalmente l’individuo.

Andiamo al modello tedesco. Anche questo è in parte simile a quello francese ma più lungo. Per entrare nella pubblica amministrazione c’è un apprendistato che inizia già dall’università e si conclude con un esame nazionale, uguale per tutte le professioni giuridiche, che permette al soggetto abilitato di accedere poi ai concorsi pubblici.

In Inghilterra invece la selezione è già sui titoli, perché  possedere la laurea di Oxford, Cambridge o della London School of Economics è come avere tanti punti di vantaggio rispetto alla concorrenza. La scelta avviene soprattutto così sui titoli.

Negli Usa la cosa è trattata molto diversamente. Il settore della pubblica amministrazione risente dei risultati elettorali. Chi vince può inserire persone di suo gradimento.

Una cosa è certa. Da noi qualcuno dovrà rimettere mano sviluppando correttivi o nuove modalità di approccio ai concorsi nella pubblica amministrazione visto che tra l’ organizzazione, il numero di partecipazioni, i  brogli, i ricorsi e gli annullamenti, non c’è mai pace !

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