Competizione e selezione fu…

E’già qualche anno che lo dico ai miei figli: …ragazzi, la selezione si è spostata dalla scuola al mondo del lavoro, ricordatevelo bene, perché lo proverete

Nell’istruzione primaria e secondaria, tutti possiamo osservare come la scuola italiana abbia appiattito i percorsi di studio e messo da parte la selezione.

Oggi agli studenti non viene più trasmesso lo stimolo alla competizione e quella tensione verso l’alto, che si dovrebbe avere come traguardo immediato e per il tempo complessivo del piano di studi.

Anche il corpo docente nei decenni si è adeguato ai valori ed al benessere della società e delle famiglie, anche perché tra di essi non c’è più competizione e selezione ed oltretutto, come in una ruota che gira, gli studenti degli anni passati e laureati modesti, oggi siedono alle stesse cattedre (che non concepiscono più competizione e selezione).

Quando gli studenti escono dalle nostre scuole ed in parte anche dall’università, sono molto meno preparati ed adatti ad affrontare le sfide del mondo, tra cui una delle più dure è quella dell’ingresso e della permanenza nel mondo del lavoro.

Mondo del lavoro che con la tecnologia ed il basso ricambio generazionale, oltre a generare scarsità di offerta di lavoro rispetto alla domanda, offre contratti temporanei e bassi livelli retribuitivi, con attività impegnative ma molto poco gratificanti.

Ed il motto …fare quanto è in nostro potere per faticare il meno possibile… utilizzato nel percorso di studio, nel mercato del lavoro viene subito spazzato via. E lo “scotto da pagare” sarà alto. A meno che, per qualcuno, non ci sia la possibilità di “montare sul carro” di un’attività familiare, che ancora possa proteggere.

Entrare nel mondo del lavoro senza passione e grandi interessi, senza la voglia di essere curiosi, di apprendere e di trovare ad ogni costo una via che possa soddisfare, vicino o lontano da casa che sia, ma con la rassegnazione che per vivere si deve in qualche modo lavorare, porterà ad un futuro lavorativo in cui saremo sempre ricattabili, con l’impossibilità di realizzare progetti di vita o farsi una famiglia.

E’ bene saperlo.

Stefano Bortoli

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