Come favorire l’ occupazione

Oggi vogliamo raccontare alcune iniziative che tendono sia a favorire l’occupazione che a sostenere quanti si trovano nella situazione di aver perso il lavoro. Ed allora andiamo in Olanda ed in Germania, paesi senza dubbio con diverse contraddizioni ma con una organizzazione complessiva che deve essere perlomeno conosciuta, al fine di poter effettuare anche nel  nostro paese quei correttivi indispensabili  per  risollevare le sorti di un mercato, quello del lavoro,  profondamente dissestato .

downloadAccompagnare il disoccupato, non lasciarlo solo . Ecco il reale impegno delle amministrazioni comunali in Olanda.

Reale  e costante rapporto scuola –lavoro . Ecco la fabbrica della conoscenza che troviamo in Germania.

Partiamo dall’Olanda e  dai giovani. Gli aspetti salienti dei regolamenti  in materia di occupazione possono sintetizzarsi  in questo modo .

Dal 2008  nessun ragazzo può ricevere un sussidio di disoccupazione se non ha mai avuto un’ esperienza lavorativa. Il periodo di disoccupazione massimo previsto è di un anno: al termine di questo periodo, è obbligatorio accettare un contratto. Se il nuovo lavoro comporta una dequalificazione, lo Stato è costretto a pagare la differenza di salario. Altro importante fattore  è quello che  l’ età di scolarizzazione   è stata aumentata fino a 18 anni,  condizionata all’ ottenimento di un titolo di studio secondario superiore.  Ma la cosa positiva è quella che i giovani olandesi non aspettano di diplomarsi o di  finire l’ università per inviare curriculum e fare colloqui. Durante gli anni del liceo, il 60% degli alunni ha un’ esperienza lavorativa. Dopo il diploma o la laurea, nel caso in cui gli  sforzi per far incontrare offerta e domanda di lavoro non siano sufficienti,  interviene l’amministrazione pubblica  per proporre un impiego socialmente utile o nuovo percorso formativo.

Anche se i lavori a tempo parziale e  temporanei sono  abbastanza diffusi,  esiste un salario minimo garantito per i giovani e queste forme di contratto sono un punto di partenza e non un modo per far risparmiare l’azienda.

Invece , sempre in Olanda, per i meno giovani che diventano disoccupati c’è un reddito di cittadinanza, vincolato all’impegno della persona di cercare lavoro e di accettare le chiamate, pena la sospensione del sussidio. C’è abbastanza rigidità ma dall’altra parte c’è pure un effettivo accompagnamento dal parte dei soggetti pubblici affinché il disoccupato entro un breve periodo venga ricollocato. La persona inoccupazione  viene censita dall’ufficio del lavoro che la assegna ad un’agenzia per il lavoro, la quale prende in carica il soggetto, lo conosce, lo valuta , cerca di proporlo sul mercato oppure lo porta ad effettuare  un corso formativo o un corso di specializzazione, che permette un nuovo sbocco occupazionale.

C’è da dire che le agenzie per il lavoro in Olanda  sono  stimolate a far bene ed a ottenere la  giusta occupazione ed inquadramento per l’assistito, perché il compenso che lo Stato paga loro è commisurato al livello di assunzione trovata.

Andiamo in Germania . Partita grazie a  Basf, leader mondiale della chimica, l’iniziativa a cui partecipano  123 imprese tedesche, dalle medio-piccole ai  colossi mondiali , che ha per  nome –  la fabbrica della conoscenza –  si basa su uno stretto rapporto tra le suddette aziende e le scuole .  Non solo università o istituti superiori, il  collegamento delle aziende è con tutto il percorso scolastico (  dall’università alle scuole materne ) !

imagesAziende e scuole  stabiliscono insieme programmi per bambini fin dalla prima infanzia – uso delle lingue, numeri, strumenti digitali – destinati a rendere gli allievi adulti più capaci in futuro.

L’alleanza fra imprese e scuole in Germania serve a preparare una generazione di tedeschi a far funzionare le industrie che tra qualche anno saranno estremamente  robottizzate e digitali .

Così a scuola i  programmi sono redatti guardando sia alla storia passata che al futuro , in un’unione di intenti che  alla fine porta i giovani ad essere,  prima ancora dell’uscita da scuola, non solo con buone basi culturali, ma già maturi e predisposti per un lavoro.

Facciamo tesoro anche noi  delle esperienze altrui.  La disoccupazione nel  nostro paese dei giovani e  dei meno giovani  deve essere in qualche modo  combattuta e sconfitta !

 

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