Chi parte senza denaro non va da nessuna parte?

Il controsenso della vita non è forse tanto evidente ai più, ma è sfortunatamente reale. Se per un momento rallentiamo il ritmo frenetico della giornata e ci facciamo delle domande, cominciamo ad avere dei dubbi su molte delle questioni fondamentali che attanagliano il mondo.

Tra queste troviamo le questioni relative alla ricchezza ed ai soldi.

E’ mai possibile che nonostante la crisi economica scatenata nel 2008 con i mutui sub prime, che ha modificato l’assetto mondiale della finanza, dell’industria e del commercio, oggi viviamo un momento storico con la maggior quantità di denaro  a disposizione, mai vista nella storia dell’umanità, che però stenta ad essere impiegata?

Sembra proprio di sì.

Perché la Banca Centrale Europea negli ultimi anni ha immesso fiumi di liquidità nelle casse delle banche europee, affinché le stesse la impiegassero nell’economia reale.

Perché oltre alle banche, ci sono le fondazioni bancarie, gli enti previdenziali, le assicurazioni e facoltosi privati, i quali detengono capitali sempre più rilevanti che non sanno dove impiegare. Somme che spesso vanno a confluire nei tanti Fondi di Investimento che si trovano in giro. Venture Capitals, Private Equity, Business Angels, sono i nomi dei “contenitori” dentro cui si trovano i possibili investitori.

Siccome è finita l’era del mattone come principale forma di investimento, le banche, i vari tipi di fondi ed i facoltosi privati,  sono alla ricerca di dove piazzare i loro soldi: su un’idea geniale da realizzare, in corso di realizzazione o già realizzata. Idea che possa garantire quel successo che entro qualche anno permetta di rientrare abbondantemente, anche di quanto è stato eventualmente perduto nei progetti finanziati ma che poi sono falliti.

Così non è vero che chi parte senza denaro non va da nessuna parte. Nascondersi dietro la scusa che non si hanno i soldi per cominciare un’avventura, oggi come oggi può voler dire soltanto che non si ha la capacità pratica di realizzarla.

Perché se il progetto c’è ed è sostenibile, innovativo o meno che sia, ma non ci sono i soldi, non importa. Basta però riuscire ad organizzare un’azione vincente, di convincimento, per far confluire il denaro dormiente, sull’investimento.

Quel denaro che rappresenta le fonti di finanziamento,  che può intervenire sia nella fase di avviamento che in quelle successive.  

I modi della finanza, così detta alternativa, sono tanti, e tutti con dotazioni di capitale molto importante.

A questo punto però, chi ha l’idea giusta,  deve apprendere e formare una certa abilità nel saper convincere i potenziali investitori a scommettere sul progetto.

Perché, ripetiamo, i soldi in giro ci sono, sono tanti, e da qualche parte dovranno essere pure essere investiti, prima o poi.

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