Chi pagherà le pensioni tra 25 anni?

Parlando con un amico di 15 anni più giovane di me, ci siamo chiesti, terra-terra: chi pagherà le pensioni tra 25 anni?

Voi ci avete mai pensato?

Non abbiamo letto o analizzato previsioni, ma ci siamo basati solo su tre elementi che riteniamo fondamentali:

  • In Italia sempre meno nascite ed un processo di invecchiamento della popolazione ormai inarrestabile;
  • Politiche inadeguate di organizzazione e di accoglienza immigrati, che negli ultimi tempi si sono trasformate in politiche contrarie e di respingimenti;
  • Crescente flusso di giovani e meno giovani verso l’estero, alla ricerca di una migliore sistemazione generale.

Ed allora: in un paese dove troveremo sempre meno giovani occupati e pochi immigrati, chi provvederà a pagare le pensioni, ai tanti vecchi in carico all’Inps?

Come ormai tutti sappiamo il Sistema Previdenziale Italiano si regge sui contributi di chi lavora oggi, che servono a pagare le pensioni di chi non lavora più ed aveva versato i contributi a suo tempo.

E’ il caso o non è il caso di preoccuparsi? Forse quello che preoccupata maggiormente è la politica miope, improntata su strategie e su azioni che portano soltanto a riconoscimenti nel brevissimo tempo, massimo un paio di anni. Per sintetizzare, solo strategie elettorali.

Sembra quasi che nel nostro paese manchi proprio la cultura della programmazione, per non parlare della visione futura, ben più difficile da ritrovare.

Non molti anni fa un professore italiano di una università londinese, a titolo personale aveva scritto, riferendosi alla visione futura dell’Italia che …Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzo-mondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale…

Speriamo vivamente che ciò non accada, ma i sintomi si stanno già ampiamente manifestando ….

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