Cercasi urgentemente scuola di politica

Non tutti sanno che in Francia, a Parigi, è presente, fin dal lontano 1872, un Istituto di studi politici, una affermata scuola di alta specializzazione per giovani che hanno conseguito “importanti” risultati scolastici e, nella maggior parte dei casi (purtroppo), provengono anche da “importanti” famiglie. Rinomata in tutto il mondo, la scuola ha formato tanti Presidenti e Ministri della Repubblica di Francia, come pure Capi di Stato e personalità politiche e diplomatici di tutto il mondo.

Non tutti sanno che Enrico Letta, ex Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, più volte Ministro (nel 1998 diventò a 32 anni il più giovane Ministro fino ad allora della storia della Repubblica), dimessosi dal seggio del Parlamento italiano nel giugno 2015, in seguito all’ improvviso ed insensato ribaltone subito per opera del suo collega di partito, Matteo Renzi, è oggi direttore della Scuola di Affari Internazionali del suddetto Istituto di studi politici di Parigi.

Tra parentesi, ritengo, ma non sono l’unico, che Enrico Letta sia uno dei pochissimi uomini politici italiani di alto profilo; intelligente, portato all’ascolto ed al compromesso (che in politica sono doti fondamentali), ancora relativamente giovane, ma con una grande esperienza. A dimostrazione delle sue doti c’è il fatto che poco dopo essere stato disarcionato, per una “bizza” politica, dalla poltrona di Presidente del Consiglio, occupata con lavoro e rettitudine, invece che ributtarsi nella bagarre quotidiana, come fanno tutti gli altri, ha deciso di abbandonare, non solo il terreno minato della politica italiana, ma persino l’Italia, emigrando in Francia, dove, guarda caso è stato accolto, sì in silenzio, ma anche con interesse e rispetto. Ne è la prova il suo inserimento, dall’ottobre 2017, in una Commissione pubblica per la riforma dello Stato e della Pubblica Amministrazione francese, organismo voluto fortemente dal presidente Macron. Evento passato sottotraccia in Italia, ma di peso e rilevanza internazionale.  

Non tutti sanno invece, ma è bene saperlo, che con la fine della prima repubblica,  hanno definitivamente cessato l’attività anche le più celebri scuole di politica esistenti in Italia; quella comunista e quella democristiana, che formavano dirigenti di qualità e non solo, insegnavano a vivere. Scuole di partito, che nonostante fossero di parte, avevano dei valori comuni e comunitari ben radicati: preparazione all’attività pubblica, alla politica e soprattutto al sociale.

Oggi tutti o quasi vedono che il contesto politico italiano è in mano (non trovando di meglio o perché i pochi soggetti di valore vengono in qualche modo scansati) al casting , alla rottamazione ed alla improvvisazione. Così, alla fine, queste caratteristiche portano all’ impotenza che si scontra e si blocca sempre nei difficili meccanismi pubblici, lasciando i cittadini e le imprese in mezzo alle inefficienze ed alle difficoltà quotidiane ( situazioni queste che difficilmente si riscontrano negli altri paesi industrializzati).

Un nuovo Governo sta per nascere e, stavolta, dovrebbe essere davvero “nuovo”. Non sappiamo però quanta scuola di politica abbiano davvero fatto i “nuovi” probabili componenti il nuovo esecutivo. Lo vedremo e lo giudicheremo presto, alla prova dei fatti (e non in anticipo), con la viva speranza che le teorie ed i giudizi di cui sopra possano essere finalmente smontati .  

  

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