Cercasi capacità di compromesso

I prossimi appuntamenti nel mondo politico italiano saranno importanti. Ci stiamo avvicinando una nuova legge elettorale, per poi andare alle urne.

Faticosamente si arriverà  ad una mediazione politica,con una legge elettorale, non so se raffazzonata come nostro solito o copiata pari pari, stavolta dal modello tedesco, per avere una nuova o vecchia, ma almeno unica, legge elettorale, rispetto alle due presenti oggi (una per la Camera, una per il Senato).

Inoltre è probabile che le prossime elezioni politiche non produrranno un vero vincitore (anche non conoscendo, al momento,  il sistema elettorale con cui andremo a votare), un partito oppure uno schieramento che possa governare da solo per una legislatura.

Questi potrebbero essere grossi guai, visto che i problemi e le questioni aperte nel nostro paese sono tante, forse troppe e non c’è tempo di pensare alle baruffe politiche.

Così tra i partiti presenti oggi in Parlamento e quelle che vi entreranno dopo le elezioni, c’è e ci sarà non solo l’esigenza di parlarsi molto di più rispetto alla situazione passata, ma anche di ascoltarsi.

Il periodo è delicato. Le nostre democrazie oggi non stanno bene, non sono di buona qualità, così come la qualità del senso di cittadinanza è in declino. Le regole sono importanti come lo sono la moralità e consapevolezza delle persone a cui affidiamo i nostri destini.

Promuovere il compromesso in politica non è affatto una cosa cattiva. Anzi, se la parola “compromesso” vi fa pensare a qualcosa di losco, di nascosto o di inciucio, vi sbagliate.

La persona che più si accosta alla parola “compromesso” in Italia è Aldo Moro, il cui assassinio è stato “spiegato” con il fatto che stava preparando il compromesso storico con i comunisti.

La capacità di compromesso, essenziale per ogni democrazia, va ritrovata, e questo è il momento giusto. Lo slogan “Democrazia è compromesso” è reale e non teorico, anche perché risulta impossibile trovare soluzione senza rinunciare o concedere qualcosa.

Dobbiamo ricercare in giro politici italiani che abbiano viva la capacità di compromesso, di mediazione,  che oggi sembra persa. Trattare, perché lo stallo in cui ci troviamo e forse ci troveremo, venga superato.

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