Cellulari a scuola, si o no?

Da noi vige il divieto di utilizzo del cellulare nelle classi, durante le ore di lezione, ma come ben sappiamo in Italia spesso le leggi non vengono rispettate.

Tra parentesi, tra le leggi che invece vengono abbastanza rispettate, stupisce ad esempio il divieto di fumare nei pubblici locali.

Come dicevamo, nel nostro paese utilizzare i cellulari in classe è vietato, ma la realtà dice altro. Secondo alcune ricerche quasi il 30% riesce a dare almeno una sbirciatina al telefono durante gli orari delle lezioni, mentre un’altra buona parte aspetta l’intervallo.

Nelle altre nazioni la normativa, a parte in Francia, dove dal gennaio 2018 il divieto dovrebbe diventare tassativa per i bambini fino a 15 anni, non è così perentoria e può variare da regione a regione o da istituto ad istituto.

In Francia la legge che impedisce l’utilizzo dei cellulari durante le lezioni esiste già ed alcune scuole la applicano. Da gennaio 2018 diventerà attiva in tutto il Paese per i bambini fino ai 15 anni.

In Germania invece soltanto la regione della Baviera applica una norma severa che prevede il divieto del cellulare in classe, mentre in Gran Bretagna il sistema scolastico se all’inizio si era mosso con più docilità, con il passare degli anni si è indurito con proibizioni totali o consegna all’ingresso degli smartphone almeno nel 90% degli istituti scolastici.

Anche negli Stati Uniti le diversità ci sono, ma va rilevato che New York se in precedenza impediva agli studenti di introdurre qualsiasi cellulare o dispositivo elettronico nelle proprietà scolastiche, con l’avvento del Sindaco De Blasi, ciò è stato abolito, giustificato con il fatto che l’uso degli smartphone è importante per comunicare con i genitori e rendersi sempre reperibili, anche in ottica di una maggiore sicurezza.

La questione sembra di poco conto ma non sembra così facilmente risolvibile.

I cellulari sono fattore di distrazione degli studenti in un’età ancora sensibile, come possono essere strumento per fomentare il bullismo. Senza contare la salvaguardia della salute, soprattutto per i più piccoli.

Ma le moderne tecnologie, se ben gestite, possono essere anche una leva di potenziamento didattico, oltre che un importante strumento per restare in contatto con la famiglia, soprattutto nelle grandi metropoli, dove l’insidia può essere dietro l’angolo.

Allora, far entrare o non fare entrare i cellulari nelle scuole? Riteniamo che una commissione internazionale scolastica, formata da rappresentati delle istituzioni, dai professori, dai genitori e dagli alunni, debba essere creata, almeno per buttar giù le linee guida di comportamento e di organizzazione.

Perché la proposta di avere i cellulari spenti in fondo alla borsa potrebbe andar bene, solo se tutti rispettassero la regola di mantenerlo spento ed in fondo alla borsa. Perché la proposta di avere i cellulari chiusi negli armadietti potrebbero andar bene solo se gli armadietti non venissero forzati ed i telefoni rubati. Perché la proposta di depositare i cellulari in stanze appositamente create potrebbe funzionare solo se i cellulari non fossero confusi, persi o rubati.

La creazione di commissioni apposite per cercare di risolvere il problema non è una battuta. L’uso dei cellulari ormai è entrato nelle  abitudini quotidiane; non è pensabile di poter  ignorare la necessità di comunicare, in particolare tra i bambini e i loro genitori, naturalmente al di fuori delle ore di lezione, come pure non è corretto il loro uso non appropriato nelle classi.

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