L’ordine pubblico alla deriva

Microcriminalità, criminalità diffusa e soprattutto scippi, borseggi, furti di auto e su auto, furti in appartamento, piccole truffe, ma anche molestie, aggressioni, ferimenti ed uccisioni per futili motivi o per pochi euro. Questo è purtroppo l’escalation sul nostro territorio.

Se prima le città italiane in cui ricorrevano questi tipi di episodi erano sempre le stesse, oggi il problema si è allargato paurosamente a tutta la penisola. Ed in controtendenza, per motivi economici, abbiamo però la costante riduzione delle forze di polizia e la situazione drammatica delle nostre carceri.

Dove arriveremo di questo passo ? Francamente c’è molta preoccupazione in giro perché si ha davvero l’impressione di perdere  il controllo del proprio territorio, che poi non così facilmente potrà essere riconquistato.

immagine3L’insicurezza del cittadino e la  crescente sicurezza di quanti sono intenzionati  a delinquere trovano campo fertile soprattutto nell’ambiente che ci circonda. Partendo da ciò che è legato alla viabilità ( strade con buche, parcheggi selvaggi, inquinamento, lavori stradali perenni, auto abbandonate ecc. ) e continuando all’aspetto fisico di ciò che ci circonda ( parchi abbandonati, edifici occupati, muri rovinati, illuminazione carente, rifiuti per strada , cassonetti danneggiati ecc. ) , si arriva facilmente all’aspetto sociale del problema, con la presenza di persone  che producono una insicurezza generale ( mendicanti, senza fissa dimora, venditori abusivi, tossicodipendenti, ubriachi al volante ecc. ). Se poi ci mettiamo anche le rivolte di quanti lottano per un posto di lavoro, allora la situazione può davvero risultare incandescente.

L’ordine pubblico è in pericolo, anche perché, come dicevamo prima  gli organi di polizia incaricati della salvaguardia del cittadino sono ridotti all’osso, come pure le nostre carceri non sono in grado di far scontare la pena che viene inflitta.

A proposito delle carceri, andiamo a vedere sinteticamente cosa avviene in altre importanti democrazie del mondo. Partiamo dagli Stati Uniti dove agli inizi degli anni ottanta con la privatizzazione del sistema carcerario ( tutta la struttura è gestita da soggetti privati e lo stato contribuisce con una media di 160 dollari a notte per prigioniero ) si è avuta una crescita esponenziale delle persone detenute, visto che gli imprenditori del settore hanno provveduto a finanziarie massicciamente quei politici che promettevano leggi più severe per ogni tipo di reato.  Così da ottenere sempre più arresti che hanno permesso al sistema carcerario di  far crescere i fatturati e gli utili. Di contro la struttura e la  gestione dei penitenziari è rimasta invariata con conseguente aumento del degrado per i detenuti, che spesso vivono in condizioni disumane e sono soggetti a soprusi fisici e psicologici . Per non parlare dei processi, che per i meno abbienti spesso non vengono neppure fatti, oppure se svolti,   sono sommari e con scarse garanzie per gli imputati.

Trasferiamoci nei paesi nordici. In Norvegia per esempio la media delle detenzioni è solo 120 giorni, perché poi chi deve scontare la pena viene trasferito in carceri aperte oppure a limitata sicurezza. In Norvegia ci sono circa 72 detenuti ogni 100mila abitanti, uno dei dati più bassi d’Europa.

Nella vicina Svezia, a causa del calo dei detenuti, stanno per chiudere cinque penitenziari, rimasti senza lavoro. Perché in Svezia anche se l’esperienza del carcere è dura , pare sia rigenerativa, facendo cambiare davvero la persona, che poi , nella maggior parte dei casi, contrariamente a quanto avviene in Italia, prosegue con una vita normale, diversa dal passato.

immagine1Più o meno lo stesso discorso vale per l’Olanda, dove stanno per chiudere 8 carceri, a meno che non vi vengano trasferiti parte dei detenuti del Belgio. Infatti dopo la legalizzazione di alcune droghe ( accompagnata da una politica educativa sugli usi e gli effetti )  il numero dei condannati è sensibilmente sceso. C’è da considerare che negli anni ’90 il sovraffollamento delle carceri è stato un problema pure per l’Olanda, oggi invece ampiamente superato. Oltretutto con un’attenta politica governativa , in Olanda le questioni di ordine pubblico e di degrado sociale sono oggi  ai minimi storici.

Ed allora in Italia non ci resta che ripartire rapidamente dalla certezza della pena, che poi è la punta dell’iceberg di un sistema, quello della giustizia, quasi allo sbando. Solo grazie alla volontà di quanti operano anche oltre le proprie competenze e responsabilità, il sistema in qualche maniera resta in piedi .

Ma non c’è più tempo da perdere . Anche perché esistono già sui tavoli dei nostri ministeri alcune proposte, che potrebbe in tempi molto rapidi essere applicate.

Senza dubbio praticabile  ed  interessante è la proposta del magistrato Gratteri, esperto di amministrazioni penitenziarie e soprattutto stimato per la lotta contro tutte le mafie. Ne estrapoliamo una parte, credo interessante.

Il suo concetto si basa su una terapia rieducativa che debba iniziare da un regime più duro che porti i carcerati a lavorare per potersi mantenersi all’ interno delle strutture e non a guardare la tv a giornate.immagine2

Viene suggerita la necessità di lavori forzati in campi di lavoro ( riaprendo anche penitenziari come Pianosa ed Asinara )  o in strutture adibite ad attività artigianali o industriali . Gratteri afferma che “ … Si lavora  come terapia rieducativa…. Occorre farli lavorare come rieducazione, non a pagamento…”. Tutto ciò trasferendo anche la gestione dei penitenziari dai direttori civili a quelli militari, con commissari di polizia penitenziaria appositamente preparati per tale compito.

Poche proposte, incisive, senza necessità di grossi investimenti, ma anzi con ritorni economici  per lo Stato. Ed allora la politica deve fare un passo indietro. Non è più tempo,  vista la gravità del caso,  di interessi di partito o di poltrone . Per favore, lasciate campo a queste proposte, molto realistiche  in quanto vissute giornalmente da servitori dello stato di grandissimo livello professionale,  che riescono  ancora, per fortuna,  a fare miracoli in assenza di risorse !

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