Carbone o ambiente: sorriso a parti invertite

Con Papa Francesco, il Vaticano, Stato più piccolo del mondo, sta prendendo sul serio la questione dell’ambiente e del risparmio energetico.  Anche per questo motivo vuol diventare il primo Stato ad emissioni zero.

Di contro con Donald Trump, Presidente della nazione più potente al mondo, è stata rilanciata, contrariamente al suo predecessore, la produzione nelle miniere di carbone, che risulta essere una importante fonte di inquinamento.

Ecco forse anche la spiegazione della foto ufficiale della visita di Donald Trump (che sorride) da Papa Francesco (che non sorride).

Pochi giorni dopo la visita di Trump in Vaticano, precisamente il 30 maggio scorso, nello Stato Pontificio è stato organizzato un convegno con persone autorevoli su sostenibilità, politiche ambientali, mobilità green, smart energy ed economia circolare, in cui è stata ribadita la volontà di andare nella direzione della salvaguardia dell’ambiente, anche grazie alle tante possibilità che la tecnologia di oggi può offrire. 

Solo energia pulita e stop all’ utilizzo del carbone. Ecco la speranza di molti, ma non di tutti, che si dovrebbe avverare e completare nei prossimi trenta anni.

Insomma anche dal minuscolo Vaticano arrivano segnali piccoli ma rilevanti. Tra le altre cose si sono posti come obiettivo di digitalizzare l’amministrazione dei ministeri per ridurre il cartaceo, di ridurre i costi dell’energia elettrica negli impianti trasmissivi in FM e perfino di utilizzare soltanto armadi rigorosamente di colore grigio, che aiutano nel risparmio dell’energia di illuminazione.

Senza dimenticare che da tempo, il tetto dell’Aula Paolo VI in Vaticano, che ospita le udienze del Papa, è interamente ricoperto da pannelli solari.

Ripensando alla foto in Vaticano ed alle prospettive future,  negli elementi che si contrappongo carbone-Trump-sorriso ed ambiente-Papa Francesco-serietà, uno soltanto sarebbe da trasferire all’altro.

Sapete dirmi quale?

 

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