Banche ed imprese: cosa succede ora?

Partiamo dal mondo tedesco, perché nonostante tutto va preso ad esempio,  visto che in Germania il rapporto tra banche ed imprese è consolidato verso uno scambio tra fedeltà bancaria ed influenza/partecipazione nei progetti dell’impresa.

Torniamo al nostro mondo, quello italiano, in cui oggi il sistema bancario è un importante problema per lo stato di salute economico e finanziario del paese, mentre le imprese rimaste o le poche nuove nate, devono ancora  non solo uscire dal proprio guscio, ma anche capire e sperimentare i nuovi strumenti finanziari disponibili che vadano oltre alla forma standard del credito bancario.

A questo punto molti si chiedono: tra banche ed imprese ci dovrà pur essere un nuovo dialogo? Le banche e le imprese potranno andare ancora a braccetto? Il mondo economico italiano senza più banche forti e senza più aziende leader cosa potrà generare?

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D’altro canto i problemi venuti a galla con la crisi sono frutto: – per le banche di un monopolio sul sistema del credito che ha portato molte aziende a livelli eccessivi di indebitamente, tra le quali la maggior parte non meritevoli di credito (sfociate poi in sofferenze); – per le aziende di uno sfruttamento, a volte miope, di tale possibilità di accesso al credito, nonostante la poca trasparenza trasmessa all’esterno e le limitate competenze manageriali.

Per dare comunque una prima risposta alle domande che ci siamo posti sopra, riteniamo che la ristrutturazione degli istituti di credito vedrà un percorso ancora lungo e faticoso, ma alla fine si dovrà arrivare ad un sistema snello e meno improntato ai favoritismi.

Per le imprese invece si sta finalmente aprendo una fase in cui è necessario avere il giusto rispetto per i soci e gli investitori esterni, grazie anche ad una maggiore professionalità che giocoforza deve essere inserita in azienda, anche a discapito di un minor controllo da parte delle famiglie che sono  al comando delle compagini societarie. Oltre a ciò un punto importante riguarda la possibilità per le aziende di  riuscire a liberarsi dalla dipendenza dalle banche ed aprirsi a fonti alternative di credito e di finanziamento che, piano piano, anche da noi stanno prendendo campo (quotazione in borsa, emissione di obbligazioni, ricerca di capitale con la piattaforme di crowdfunding, prestiti della finanza alternativa).

Ed allora nonostante tutto è necessario andare avanti di questo passo (anche se forse andrebbe un poco accellerato), perché la trasformazione in atto, nonostante sia un vero e proprio stravolgimento, alla fine potrebbe risultare un rimedio importante, sia per le banche che per le imprese.

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