Avete mai sentito parlare di obsolescenza programmata ?

Se andiamo a leggere nel vocabolario il significato di obsolescenza troviamo : lenta ma continua e progressiva perdita di efficienza, di funzionalità, di valore. Invece il  significato della parola programmata è organizzata, preparata, impostata. Insomma due parole che non vanno proprio a braccetto.

obsolescienza

L’obsolescenza programmata da alcuni anni  in Germania e Francia è oggetto di una chiara presa di posizione e di informazione da parte soprattutto di gruppi parlamentari verdi ed ecologisti.

In Italia, come spesso facciamo, se la questione è un po’ delicata, cerchiamo di lasciar perdere, di far finta di non sentire, per non complicarci la vita.

Negli Usa, udite udite,  fin dal lontano 1929 se ne discuteva, proponendo di renderla obbligatoria per legge,  per favorire la ripresa economica dopo la grande recessione, attraverso un forzato sostegno ai consumi. La proposta a livello legislativo non fu accolta, ma venne però raccolta da diverse società industriali che misero in campo un raffinato sistema per rendere obsoleti i prodotti.

L’esempio più classico di obsolescenza programmata  è quello della stampante, La storia di un giovane caparbio a cui aveva smesso di funzionare la propria stampante senza un apparente motivo e che  si era rivolto invano ad un centro di assistenza, senza ottenere né  la riparazione né spiegazioni. Da accurate ricerche e consigli sul web ha scoperto  che  la stampante ha un contatore di copie, teoricamente introdotto dal produttore per garantire la massima qualità di stampa fino all’ultima copia, che a quota 18.000 stampe blocca la macchina, rendendola di fatto inservibile. La soluzione arriva alla fine da un altro ragazzo , che gli  trasferisce dal web un software libero, in grado di azzerare il contatore delle pagine. E la stampante riprende a funzionare come se nulla fosse.

lampadina

Lampadine, elettrodomestici ( lavatrici, lavastoviglie ecc. )  sono altri esempi di prodotti programmati per rompersi, in certi casi poco dopo i due anni, cioè appena superata la scadenza del periodo di garanzia stabilito per legge .

Per non parlare poi degli spazzolini da denti a batteria, dove la pila è sigillata all’interno ed è praticamente impossibile sostituirla quando si scarica.

Ridurre la vita utile dei beni ha alimentato il mercato prima della crisi. Però in un mondo in cui le risorse naturali sono un indiscusso fattore limitante, sperare di superare il momento attuale solo incrementando i consumi è miope oltre che non sostenibile.

Tornando alla Francia, c’è da rilevare che in Parlamento, un gruppo di senatori ecologisti ha  presentato un disegno di legge per la lotta contro l’obsolescenza pianificata e per facilitare la riparabilità dei prodotti, con un progressivo allungamento della garanzia prevista per legge, che arriverebbe gradatamente fino a 5 anni nel 2016.

In Germania invece dei parlamentari hanno commissionato un studio circa l’obsolescenza programmata. Le conclusioni portano ad  aziende che utilizzerebbero, intenzionalmente,  materiali scadenti e inserirebbero in prodotti o elettrodomestici tutta una serie di “punti deboli”, in modo che questi siano destinati a rompersi molto rapidamente. Oltretutto in assenza di pezzi di ricambio o,  se presenti, venduti a cifre fuori mercato per  “obbligare”  il cliente all’acquisto di uno nuovo prodotto . Lo studio arriva a teorizzare anche che se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente elettrodomestici e prodotti nuovi a causa dell’obsolescenza programmata, potrebbero risparmiare, complessivamente, 100 miliardi di euro all’anno. È questa l’entità dei “danni economici” causati dall’obsolescenza pianificata nella sola Germania, che si aggiungono allo spreco di risorse ed all’aumento di rifiuti.

costruiti per rompersi

Come  cittadini,  società civile e perché no Parlamento, anche in Italia,  dobbiamo perlomeno prenderne coscienza. Tanti piccoli passi di ciascuno indirizzati alla  sensibilizzazione, alla richiesta di chiarimento, potranno produrre nel tempo quel ritorno alla “normalità” dei prodotti che ci accompagnano nella quotidianità. Per un benessere condiviso !

 

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Un commento a Avete mai sentito parlare di obsolescenza programmata ?

  1. La questione è purtroppo ala base di una miriade di problemi e tare del nostro sistema sociale ed economico. Le uniche soluzioni attuabili sono: a) una legge contro la piaga dell’obsolescenza programmata fatta con le palle e senza paura di dar fastidio a questo o quello, e b) cominciare noi tutti consumatori a diventare “consumaTTori”, e un po’ più investigatori imparando a fare le pulci alle cose che compriamo. Non è certo cosa facile ma necessaria.

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