Avere più spirito…di sopportazione

Oggi vogliamo riflettere un po’ sulla noia e sulla fatica perché riteniamo che nel  nostro  paese ci sia un ridotto spirito di sopportazione di entrambe .

imagesLa noia è un sentimento apparentemente  un po’ “depressivo”  che è visto negativamente,  anche se  per esempio Marcel Proust (scrittore, saggista e critico letterario francese  morto nel 1922)  la definì come  “…uno dei mali meno gravi che abbiamo a sopportare”. La noia è  l’ ansia dell’ anima che fa scattare la scintilla,  che ti fa pensare che non possiamo stare fermi a fare nulla, ma ci provoca a compiere azioni, a lavorare a divertirci . Spesso anche con eccessi che vanno oltre il  saper dosare le proprie risorse,  senza abusarne .

Ed invece dietro l’apparente asperità , la noia copre diverse pregi. 

In primo luogo, annoiarsi porta alla riflessione su se stessi, sui propri desideri reali . Poi ritmi di vita più pacati,  più naturali,  possono aprire nuovi spazi per lo sviluppo della propria persona o di un proprio progetto. In certi casi bisogna  avere il coraggio di lasciar perdere i troppi impegni che ci affollano la vita , come pure di cercare di non porre rimedio all’istante quando la noia  si presenta . Ecco le virtù da riscoprire, per aiutarci a selezionare e distinguere gli impegni veramente importanti da  quelli che non lo sono.

images (1)La fatica è invece un fenomeno fisiologico. Giuseppe Prezzolini ,  scrittore italiano (Perugia 1882 – Lugano 1982) che partecipò al dibattito culturale del primo Novecento, raccontava che  “… c’è un ideale assai diffuso in Italia: guadagnar molto faticando poco, oppure quando questo è irrealizzabile, subentra un sottoideale: guadagnar poco faticando meno”.  Anche se potremo discutere a lungo sull’attualità e meno di una simile affermazione, visto che oggi troviamo milioni di persone disoccupate,  precarie e soprattutto scoraggiate, su un fatto siamo determinati.  Che sarebbe necessario fin  da bambini potersi  allenare anche a fare cose che non piacciano.  Soprattutto la scuola dovrebbe esigere fatica,  palestra di vita per i giovani di oggi , gli adulti di domani, per  essere pronti ad affrontare le crescenti difficoltà del mondo. Purtroppo le responsabilità di una scuola troppo spesso non all’ altezza delle esigenze sociali sono principalmente dei governi, ma anche gli insegnanti possono migliorare il loro modo di fare scuola. Motivati , appassionati del loro lavoro, ecco gli insegnanti che vorremmo.  Come pure vorremmo vedere genitori consapevoli del loro ruolo nel seguire i figli a scuola e nella vita , anziché dover spesso raccontare  la   “scarsa responsabilità” che in diversi casi viene mostrata dalle famiglie.

Insomma,  combattere la fatica  e la noia della vita, può sembrare strano, ma non ci assicura sempre il successo. Se il nostro spirito di sopportazione non risulta essere ben allenato , anche in considerazione del periodo storico che stiamo attraversando,   in cui ritroviamo  eccessi e carenze, diseguaglianze e squilibri, potremmo non essere preparati,  così da ritrovarci facilmente vulnerabili  di fronte  a situazioni di  ricadute o  di  bruschi arresti che la vita di oggi, nostro malgrado, potrebbe  riservarci.

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