Attenzione bene a non bisticciare, anche per sbaglio, con la Cina

L’attuale Governo è in effetti del cambiamento. Lo vediamo anche nei rapporti internazionali. L’Italia ed i suoi Governi di un tempo, rappresentavano una importante fonte diplomatica; mediatori, tessitori, facilitatori, chiamatela un po’ come volete, ma la diplomazia italiana era apprezzata ed attiva nei rapporti internazionali e nei tanti conflitti sparsi per il mondo.

Oggi le cose sembrano un po’ mutate. Il nuovo Governo italiano, in questi primi mesi di lavoro, sembra che voglia rendere difficile la vita un po’ a tutti. I problemi nel mondo sono tanti, ogni Stato ha i suoi punti di forza ma anche le sue debolezze, che in alcuni casi sono veri e propri lati oscuri. Per tali motivi sarebbe facile arrivare allo scontro un po’ con tutti, ma credo non convenga; meglio lavorare da un punto di vista diplomatico anziché cercare il muro contro muro.

Ma i fatti di questi ultimi mesi parlano chiaro.

Oggi siamo di fronte ad una grossa crisi diplomatica con la Francia, la prima dopo la seconda guerra mondiale. Ma non solo.

La Germania si sta defilando dalla missione europea nel Mediterraneo in polemica con l’Italia, dopo che il nostro Governo ha iniziato a rendere impossibile lo sbarco nei porti italiani degli immigrati.

Nella crisi del Venezuela, l’Italia ha posto il veto su un documento comune con gli altri Paesi della UE, impedendo di presentarsi con una posizione unitaria.

Queste le controversie recenti più importanti. Insomma, gli atti ostili non mancano, mentre sarebbe necessaria più diplomazia nel far sentire le proprie ragioni e le proprie posizioni. Ma forse il problema è nei soggetti che si rendono responsabile di simili atteggiamenti; non sembrano così pronti da prevedere quali conseguenze dannose per lo Stato, le aziende ed i cittadini italiani potrebbero arrivare.

Pertanto, poiché a volte ai membri del Governo scappano frasi o parole che andrebbero trattenute, nonostante le buone ragioni, vogliamo mettere tutti in guardia su un punto.

Attenzione bene non solo a questionare, ma anche soltanto a scherzare troppo con i cinesi.

Perché innumerevoli sono le acquisizioni realizzate nel nostro paese dai nuovi signori del capitalismo orientale. Negli ultimi cinque anni hanno investito 10 miliardi, rilevando aziende in vari settori: dalla meccanica, alla moda, allo sport, come pure rastrellando partecipazioni in tanti altri campi.

Ma non solo. Esportiamo abbastanza verso la Cina, ma ancora non è sufficiente per le nostre potenzialità, ma soprattutto importiamo molto. La Cina è il terzo Paese del mondo per valore delle merci che l’Italia importa dall’estero, dopo Germania e Francia.

Nel piccolo, ma poi non troppo, l’esempio dell’azienda di moda Dolce e Gabbana ne è una recente prova. Non si può pensare di fare delle campagne pubblicitarie trattando i potenziali clienti (cinesi) come degli idioti. E’ bastato quello per mandare in rovina un progetto commerciale di grande portata. Così, nell’imminenza di una importante sfilata della stessa casa di moda in Cina, le modelle e tutti gli ospiti hanno deciso di boicottare l’evento, che poi è stato ufficialmente cancellato dal Governo Cinese.

Allora, attenzione bene a non bisticciare, anche per sbaglio, con la Cina che, nonostante tutto è un Paese trainante, non solo per noi ma anche per il mondo intero.

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