Aspettando il Natale, di oggi o di un tempo

La società calcistica del Milan quest’anno ha deciso di annullare la consueta cena di Natale che si sarebbe dovuta tenere in un noto hotel milanese, a causa sia dei modesti risultati sportivi di questo periodo che per la necessità di evitare distrazioni in vista della partita di campionato prenatalizia. Per inciso, niente è trapelato sui regali.

 E chi se ne frega, obietteranno un po’ tutti (sia i componenti la società che il popolo degli sportivi)! Una cena in più o una in meno, fa lo stesso! Semmai può rimanere il cruccio di non aver scattato qualche foto, divulgando la mondanità sui social!

Il Natale, tra l’aspetto antico di tradizione carico di valori e quello moderno, legato al consumismo, come motore dell’economia che teoricamente propone di far star tutti meno male.

Il Natale di oggi è un Natale soprattutto di grandi abbuffate e di scambio, dove l’importante è consumare (da soli o in gruppo).  Il Natale di un tempo era invece basato su semplici relazioni con gli altri.

Il culmine del Natale un tempo si aveva con il cenone della vigilia o con il pranzo del giorno, a coronamento di un periodo di attesa. Il giorno di Natale oggi invece è la fine di un “tour del force”, dove, nei venti giorni precedenti al 25 dicembre, ogni possibilità di fantasticare nel vuoto dell’attesa, viene saturata da aperitivi, pranzi, cene, regali.

I regali, proprio quelli, che un tempo avevano la caratteristica di eccezionalità e ricompensa, che dovrebbero raggiungere l’apice nella notte di Natale, sia per grandi che per piccini.

Oggi invece per i grandi, il farsi un regalo o fare un regalo equivale a togliersi uno sfizio, a gratificarsi, a togliere un po’ di stress. Per i bambini il ricevere un regalo potrebbe essere invece una forma per smaltire un’assenza di un genitore, oppure perché vengano messe a tacere le molte richieste assillanti. Il tutto a causa di genitori in certi casi troppo affaccendati altrove.  Per tutto questo grandi e piccini sono abituati a regalarsi od a ricevere regali quasi quotidianamente.

C’è allora bisogno di una nuova umanità, che riesca a far riacquistare i valori che il progresso sta cancellando.

Il Natale, che ritorni ad essere un periodo di attesa serena, vissuto con sobrietà, con al culmine il solo giorno del 25 dicembre. Ecco il nostro augurio!

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