Anche gli anziani dovrebbero andare a convivere

Vivere insieme, andando a convivere, senza sposarsi,  è ciò che sceglie la maggior parte delle giovani coppie in questi ultimi anni. Come pure sono in crescita coloro, single, in possesso di una grande casa totalmente a disposizione, che decidono di affittare delle stanze, non solo per ragioni economiche, ma anche per avere un po’ di compagnia e di collaborazione.

A questo punto il passo verso il cohousing, di cui avevamo già trattato diverso tempo fa, è breve. Ed è anche il momento giusto per ritornarci sopra, perché troppo poco si sta facendo nel nostro paese.

Il cohousing, termine inglese, le cui origini sono ricercabili in Scandinavia, ha trovato seguaci soprattutto negli Stati Uniti, ed un po’ anche in Australia ed in Giappone; in Italia vediamo solo alcune decine di esempi. Ancora troppo poco.

Per tradurlo lo possiamo sintetizzare con due parole: “coabitazione solidale”.

Si tratta di una specie di condominio dove la gente risiede, nel quale le persone, rispetto ad un condominio come lo conosciamo noi, sono però molto più partecipi alla vita dell’insediamento abitativo. Generalmente si progettano piccoli alloggi privati per spazi personali (in genere camera, bagno, eventuale piccola cucina) corredati da ampi spazi comuni coperti e scoperti (cucina, sala, tinello, giardino). Il fine è quello di mantenere uno spazio personale importante, ma condividere altri spazi, altrettanto importanti, che a quel punto diventano sociali.

Ma le forme di cohousing possono essere le più svariate, a seconda di quali spazi( piscina, lavanderia, garage, giardino, cucina, salotto ecc. ) vengono definiti per la gestione in comune della vita quotidiana.

La coabitazione può andar bene a tutti: single, famiglie e perché no, potrebbe andare bene agli anziani. Con gli anziani siamo così di fronte al social housing.

Sentire dire ad un anziano … sono andato a convivere… potrebbe fare, a primo acchito, un certo effetto.

Ma se ci pensiamo bene, il cohousing per anziani, anche se un po’ più complesso di quello per single o famiglie, potrebbe portare molti benefici alle nostre comunità, visto che nei quartieri troviamo sempre più case abitate da persone di una certa età sole o accudite da una badante, con tutti i problemi legati, anche nel caso di un buon stato di salute, quantomeno alla gestione economica dell’appartamento ed ai problemi legati alla solitudine.

Proprio negli Stati Uniti, paese che sta tenendo in dovuta considerazione il cohousing, uno studio protratto nel tempo ha rilevato che, mediamente, gli anziani che vivono in un simile contesto restano autosufficienti per 10 anni in più rispetto ai pari età che vivono da soli.

Questo perché il condividere ed il partecipare aumenta l’autostima, che è poi la spinta per un maggior benessere sia fisico che psichico.

Il social cohousing permette all’anziano di diminuire i costi dell’abitare aggiungendo i benefici di far parte di un piccola comunità, la quale deve essere però strutturata con personale che aiuta nella coabitazione (ad esempio, cuoco, operatori socio sanitari, psicologo) e che può prendersi cura dei soggetti con problemi assistenziali meno complessi, nei periodi di maggiore difficoltà.

Il cohousing si rivela particolarmente interessante per tutte quelle persone che non hanno quell’ appoggio familiare che in passato era il sostegno delle nostre comunità, oppure per quanti non vogliono essere di intralcio ai parenti stessi.   

In Italia qualche centro di coabitazione solidale è sorto, ma siamo ancora alle prime esperienze, sia come organizzazione ma anche come normativa. Oltretutto gli impieghi immobiliari in tale settore devono ancora essere valutati ed  assimilati, sia da parte delle istituzioni, che da parte di quei privati che potrebbero avere le risorse per simili investimenti, ma che si ostinano, invece,  a costruire ancora immobili che difficilmente potranno essere poi collocati sul mercato.

Ed allora avanti, sbrighiamoci. Cominciamo a costruire intanto tra di noi una moderna cultura della condivisione. Da lì, il passo per il cohousing sarà più semplice.

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