America a mano armata

Fino al 13 febbraio 2018 la strage di S.Valentino veniva identificata con il massacro compiuto a Chicago il 14 febbraio 1929 dagli uomini di Al Capone, che sterminarono la banda di Bugs Moran. In totale le persone assassinate furono 7.

Da oggi, menzionando la strage di S.Valentino, molto probabilmente la storia  ricorderà soprattutto le 17 vittime (il bilancio purtroppo è ancora provvisorio, visto che ci sono alcuni feriti molto gravi) di un liceo della Florida, a 70 km da Miami, precisamente a Parkland, dove un ex studente, oggi 19enne, espulso per motivi disciplinari, ha compiuto una strage, prima di essere arrestato.

L’America, un paese dove ogni 100 abitanti ci sono in giro circa 90 armi, è al primissimo posto della classifica mondiale per numero di armi possedute.

L’America è un paese dove i singoli morti ammazzati non fanno più notizia e le stragi cominciano ad essere viste come un’abitudine.

Il paese dallo “sparo facile”, dove la parola d’ordine è “spara prima che puoi”.

Neppure Obama durante il suo mandato è riuscito a scalfire la potentissima lobby delle armi in America, cercando, invano, a più riprese,  di fronteggiare l’epidemia della violenza da armi da fuoco. Mentre Trump, all’opposto di Obama, è stato il primo Presidente che ha pubblicamente espresso la volontà di sostenere la lobby delle armi, sua principale fonte di finanziamento in campagna elettorale.

L’America ed il suo paradosso: tanto è così decisa nel salvaguardare e difendere ( da possibili attacchi esterni) i propri confini, i propri interessi ed i propri cittadini, quanto fa finta di niente nei confronti delle stragi quotidiane che avvengono in tutte le città americane, a causa delle armi, che sono in commercio alle stregua dei cibi nei supermarket.

Smettiamo dunque di considerare il popolo americano come il modello per ogni nazione democratica!

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