Abbiamo diritto ai botti ed ai fuochi d’artificio!

Sapete cosa dovrebbero trasmettere al popolo le istituzioni, la scuola, le comunità, la scienza, l’informazione ecc. ecc.?

Prima di tutto il buon senso, poi la conoscenza e la consapevolezza, per far sì che ogni individuo possa avere tutti gli strumenti necessari per decidere con la propria testa, per raggiungere quel livello di autodeterminazione essenziale ad affrontare la vita personale e comunitaria.

Ma siccome negli ultimi anni le caratteristiche di cui sopra si stanno lentamente perdendo perché le istituzioni, la scuola, le comunità, la scienza, l’informazione ecc. ecc. sono in altre faccende affaccendati, a chi ci governa non rimane altro che emettere provvedimenti di divieto.

Divieti di qui, divieti di là, per cercare di limitare, perché, come già detto, il buon senso, la conoscenza e la consapevolezza a volte latitano e gli eccessi e gli usi eccessivi, su ogni cosa, alla fine fanno male all’individuo ed alla comunità.

Ma continuando a vietare, saremmo presto tutti bloccati in casa, dalla mattina alla sera.

Prendiamo per esempio una tra le questioni più frivole: i botti ed i fuochi d’artificio a Capodanno.Ogni anno sempre più comuni con l’avvicinarsi del Capodanno emettono ordinanze di divieto assoluto di usare fuochi d’artificio, botti, petardi, razzi ed altro materiale esplodente.

Diciamocelo francamente: come si fa a vietare i fuochi d’artificio? Quale passaggio storico c’è stato in questa malinconica vita, per cui ciò che da bambino ci faceva impazzire di gioia, come i fuochi d’artificio, oggi è divenuto un tormento, per l’anima e per i Sindaci?

E’ chiaro che sparare fuochi d’artificio non certificati può essere azzardato, che sparare fuochi d’artificio in mezzo alla calca di persone è pericolo, come pure non è neppure da pensare di sparare con la pistola per festeggiare il nuovo anno.

Ma scusate: vietando i fuochi si pensa di avere meno feriti? Neppure per sogno; vietando i fuochi d’artificio si emette solo un divieto all’autodeterminazione.

Perché l’importante sarebbe non vietare ma poter autodeterminarsi, dopo aver acquisito la giusta consapevolezza; quella consapevolezza che la società dovrebbe trasmetterci, assieme a tutti gli strumenti necessari per decidere.

Stefano Bortoli

 

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