A volte bastano alcune parole d’ordine per ottenere risultati

Il successo prima del M5S, poi della Lega è opera della ventata populista, figlia soprattutto delle contraddizioni nate dalla crisi economica e dall’emergenza immigratoria,  che hanno fatto nascere paure vere o infondate.

Ma oggi le promesse del M5S arrancano, si stanno già sciogliendo come neve al sole, perché in molti se ne sono già accorti, la maggior parte di esse risultano inattuabili o di difficile interconnessione con la struttura burocratica e sociale del nostro paese. Ed anche il consenso politico ne sta già risentendo pesantemente.

Al contrario le promesse e le battaglie (ad esempio l’immigrazione) della Lega, fino ad oggi non hanno risentito delle difficoltà di un partito che si trova anche al governo del paese, ma anzi le elezioni locali di questi ultimi mesi hanno offerto ancora maggiori consensi al partito di Salvini.

Allora viene da chiedersi: come mai tutto questo gran successo della Lega, nonostante che, fino ad oggi, i provvedimenti attuati dal Governo, che stanno aiutando il popolo ed il sistema “Italia”, sono veramente limitati?   

Forse la risposta sta in questa frase: bastano a volte poche parole d’ordine per ottenere un grande risultato.

E per mettere in pratica ciò Salvini è un vero maestro, perché è un leader moderno, che gestisce  e manovra i social come nessun altro, che usa poche parole, poche frasi, ricorrenti, ben presentate, che sanno attirare l’attenzione e rimangono impresse nella mente di molti.

Salvini oltretutto ha saputo pure mimetizzare, dentro la narrazione del buon senso, diverse proposte poco democratiche del suo movimento; ha gestito velatamente la transizione del partito da nordista a nazionale; ha trasformando l’immagine del partito con nuovo logo e colori sociali (dal verde al blu); ha nascosto o sorvolato con furbizia, spostando l’attenzione su altri temi, le diverse questioni scottanti e dubbie del suo movimento e di alcuni suoi componenti, situazioni che ancora necessitano di tanti chiarimenti.

Così gli elettori delusi del M5S, che già hanno fiutato l’inesperienza e l’inadeguatezza dei vertici del Movimento, passano alle Lega o si chiudono nell’astensione.

A proposito dell’astensione, che a quasi nessun interessa (soprattutto nel capire il perché di un simile crescente atteggiamento), va ricordato che l’astensionismo, dalle politiche ad oggi,  è divenuto il più grande partito di questo paese,  con una percentuale che tocca quasi il 50%.

Ma quello che più preoccupa è il fatto che molti di quanti invece vanno a votare, lo fanno non per un ideale, ma per una questione di interesse personale, oppure di opposizione a qualcun o qualcosa d’altro.

E’ bene puntualizzare,comunque che,  a chi dice di aver preso, nell’ultimo anno  per esempio il 20% ad una tornata elettorale,  dovremmo far notare che ci sono quasi la metà degli astenuti, che riducono il consenso ad un 10% della base elettorale.

Recentemente eravamo passati al bisogno di risposte nel breve termine per ottenere consenso, invece di politiche a lungo termine ( che rappresentano in ogni caso le fondamenta per lo sviluppo sicuro di un paese). Oggi invece siamo già oltre, possono bastare poche parole d’ordine, ben dette e ripetute fino alla noia, per ottenere risultati, che solo con il tempo si capirà poi se saranno confermati e fruttuosi.

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