A sette mesi dal voto: la paura di governare Roma

La verità è che Roma fa paura. Da almeno vent’anni governarla sembra una maledizione. Non solo per gli insuccessi ma anche per le prospettive del dopo di chi l’ha governata.

Walter Veltroni, lasciò nel 2008 (durante il secondo mandato per i maggiori impegni di politica nazionale ) la carica di Sindaco e da quel momento non avrebbe più vinto nessuna tornata elettorale ritirandosi dalla politica; Gianni Alemanno, ex genero di Pino Rauti del MSI, che avrebbe dovuto tenere le nuove redini della destra italiana, invece, con l’incarico mal gestito di Sindaco di Roma, si è avuta la sua completa marginalizzazione in politica; il dott. Ignazio Marino, medico e scienziato della chirurgia, dopo la parentesi politica, soprattutto dopo il breve e burrascoso incarico di Sindaco di Roma, è ora tornato definitivamente a fare il chirurgo in giro per il mondo.

Ed allora, nella storia recente chi si ricorda con maggior riconoscenza come Sindaco della Capitale? Forse Francesco Rutelli, anche se dopo due mandati (1993-2001), alla terza candidatura (2008), il popolo gli negò la rielezione, in favore di Alemanno.

Così oggi Roma è smarrita nei tanti problemi, tutti noti, ma lontani dall’essere risolti. Problemi che riportano a questioni economiche ma anche sociali. Perché anche la povera (povera in quanto è stata inconsciamente catapultata da un movimento politico di sprovveduti ai piedi di una montagna quasi impossibile da scalare ) Virginia Raggi, attuale Sindaco, non solo non  è riuscita nel fermare il degrado della città, anzi é pure sembrata in balia dei problemi e dei faccendieri di turno; soltanto nell’ultimo periodo del mandato ha cercato di “vivere” in qualche modo il proprio ruolo, con alterne fortune.

Tra sette mesi dunque si vota per il nuovo Sindaco. A sinistra il PD alla domanda: vuoi candidarti per il partito a Sindaco di Roma? ha ricevuto già una serie di “no grazie” da diversi personaggi politici famosi. A destra invece tutto tace. I 5S sembrano allo sbando.

Roma è una interminabile lista di cose che non vanno e che c’è estrema necessità di aggiustarle. E questo potrebbe essere l’ultimo treno, prima del degrado e dell’anarchia assoluta.

Scrive Calenda – Qualsiasi decisione sulla capitale d’Italia, deve avere l’obiettivo di portarla fuori dal sottosviluppo in cui versa -.

A proposito di Calenda, una buona fetta di cittadini “innamorati di Roma” gli ha chiesto con una lettera aperta di candidarsi a Sindaco della sua città natale…

Calenda, uno che ha dimostrato fino ad oggi di essere coerente e di “ metterci la faccia”, avrà paura di governare Roma?

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