A 10 anni dalla fondazione del M5S resta il no alle Olimpiadi di Roma

Sono da poco trascorsi i 10 anni dalla fondazione del Movimento 5 Stelle (M5S) ed è quindi tempo di un primo bilancio.

Nato a Milano il 4 ottobre 2009 dal comico Beppe Grillo e dall’imprenditore del web Gianroberto Casaleggio, il M5S si è subito proposto come un movimento di liberi cittadini che credevano che il rinnovamento del nostro Paese dovesse ripartire dal basso.

Le aspettative erano tante, anch’io per un po’ di tempo ho creduto e sono stato attratto dalle parole e dalla speranza di buttar giù una volta per tutte i burocrati ed i corrotti, facendo ripartire il paese.

Poi i primi dubbi ho cominciato ad averli con l’utilizzo della piattaforma on line dei militanti ed iscritti del M5S. Poca chiarezza e poca linearità nelle procedure. Così ho deciso di lasciare, ancora prima che il Movimento arrivasse al Governo Centrale o di qualche Ente Locale, esperienze che stanno ancor oggi dimostrando come nella maggior parte dei casi il Movimento ed i suoi componenti siano impreparati e molto lontano dal capire come è possibile risolvere i tanti problemi che attanagliano il paese.

Quindi, raggiunto il decennale della fondazione, restano gravi perplessità e molte ambiguità che si accompagnano a tanti insuccessi, accompagnati da una vera e propria “frana” del consenso, che ancora è da capire a che livello si fermerà.

Un punto a favore del M5 va però riconosciuto e non va dimenticato (come invece avviene per la maggior parte dei comportamenti e delle azioni politiche in Italia) ed è quello di essersi opposto con forza alla candidatura di Roma alle Olimpiadi. Roma “non può permettersele”, ripetevano la sindaca Raggi ed i vertici nazionali.

In effetti è vero, troppi grandi problemi quotidiani tormentano la capitale ed investire in una Olimpiade avrebbe portato altri guai non solo per Roma, ma al Paese intero.

Perché ormai è accertato che le Olimpiadi sono divenute un evento gigante, a cui quasi nessuno vuole più avvicinarsi. Figuriamo se lo può fare un Paese ed una capitale già malridotti.

Perché i rischi di sforamento dei costi sono al 100%, cioè non più rischi ma certezze ed il tasso medio di sforamento, viste le precedenti edizioni, è del 156% rispetto ai costi preventivati.

Io ci andrei piano con la cartellonistica trionfalistica, di propaganda politica, che si incontra ovunque sui monti del Veneto, “grazie Zaia”, per la designazione delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026.

Le voci e le inchieste già parlano di inconvenienti, ritardi e costi preventivati parecchio lievitati, come pure il motto di “tecnologiche e green” sarà tutto da appurare.

Che altro dire: che Dio ce la mandi buona!

Stefano Bortoli

Pubblicato in Mondo, Notizie, Politica - Scuola - Società, Sport e tempo libero e con Tag , , , , , , , , . Usa il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

1 × 1 =