3 giorni di viaggio, 12 ore per avere un buon lavoro

Partiamo dal finale.

Appena arrivato a Stoccolma, il tempo di scaricare l’auto, sistemare alla meglio i bagagli nella casetta affittata; poi una dormita per recuperare le energie dopo il lungo viaggio. Il mattino seguente, di primo mattino,  contatta l’azienda, chiede se può essere ricevuto, viene accolto subito, un piccolo test sulla professionalità e conoscenza del software ed alla fine: assunto! 12 ore di permanenza a Stoccolma sono bastate per trovare un buon lavoro.

Perché l’azienda in questione, nonostante sia una piccola realtà (circa 30 dipendenti) recentemente ha vinto il primo premio nazionale sulla flessibilità del modello di organizzazione aziendale e del personale.

Facciamo qualche passo indietro.

Siamo in centro Italia, in una piccola provincia con un buon tenore di vita.

Due giovani under 30, due nomi di fantasia: Anna e Marco. Marco del posto, laurea triennale in ingegneria, un lavoro non definitivo in un’azienda di software; Anna di origini svedesi ma nata in Italia, occupata in un laboratorio di una pasticceria della città.

Con il tempo maturano l’idea di trasferirsi in Svezia, dove Anna ha ancora parenti ed amici, viste le origini. Perché in Italia, nonostante ai due non manchi nulla, vivendo ancora nelle rispettive famiglie, è evidente che ci sono poche possibilità di emergere, come altrettanto difficile è la via per arrivare a costruirsi una famiglia “normale”.

Da lì il progetto prende forma. Viene scelta Stoccolma, viene prenotata una casa da tenere in affitto e soprattutto va cercato per entrambi un nuovo lavoro.

Internet aiuta. Anna scrive ad alcune pasticceria e laboratori della città, Marco ricerca sul web se a Stoccolma esiste una realtà che lavori sul programma software conosciuto. L’azienda per lui ci sarebbe; il ragazzo gli invia una mail di presentazione. Pochi giorni dopo arriva la risposta: l’azienda è disposta a conoscerlo. Quando sarà a Stoccolma dovrà farsi vivo con l’azienda per un colloquio diretto. Per Anna solo contatti ma nulla di più per ora.

Martedì 29 gennaio è il giorno della partenza per Anna e Marco, in auto, dall’Italia, destinazione Stoccolma. Tre giorni di viaggio, a tappe, con l’auto carica di bagagli e di affetti personali.

Giovedì 31 sera l’arrivo nell’appartamento affittato. Da qui la storia la conoscete già.

Manca ancora di sapere, dopo aver sistemato casa, quanto tempo impiegherà Anna per trovare un’occupazione. Ci informeremo presto. Noi scommettiamo che non passerà molto. 

Si riempiono pagine, talk show e comizi con l’emergenza immigrazione, quando la vera emergenza da noi sta diventando l’emigrazione degli italiani. I numeri non possono essere smentiti. Di questo passo chi resterà nel nostro paese per tirarlo avanti in maniera decente?

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