21 marzo: la Giornata Mondiale della Poesia

Anche quest’anno, il 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dalla Conferenza Generale Unesco nel 1999.
Proprio nel primo giorno di primavera si ricorda e si festeggia la poesia come strumento di dialogo, di comprensione, di comunicazione e di pace.
In Italia, tv, radio, tante città attraverso Enti pubblici e associazioni private aderiscono ed hanno programmato iniziative per festeggiare la Giornata Mondiale della Poesia che, in alcuni casi, si protrarranno per diversi giorni .

Nel mondo degli sms e della tecnologia, la Giornata Mondiale della Poesia, ci permette di fare una pausa e perché no, anche alcune riflessioni un po’ più approfondite.

Anch’io voglio contribuire pubblicando un testo di mio nonno, Angelo Bonuccelli,  maestro di scuola elementare, che negli anni della pensione si divertiva scrivendo poesie.

Eccone una, scritta nel 1973, dal titolo – Non rubare –

Stefano Bortoli

Non rubare 
Fra i peccati capitali
tiene il furto un grande posto,
producendo molti mali
a chi dovrà subir il costo.
Cade spesso nel rubare
il datore di lavoro,
che pretende accumulare
sol vedendo il suo tesore.
L’operaio inoperoso,
nel servizio negligente,
al dator divien costoso
più che il frutto non consente.
Come è giusto compensare
chi lavora con premura,
è tacciato di rubare chi di rendere trascura .
Pur è ladro quel legale
che mal serve il suo cliente,
pur puntando sul venale
finché legge gliel consente.
Certo ruba il commerciale
che non usa il giusto peso,
ingannando l’ignorane
che ritiensi ben difeso.
E’ pur ladro il venditore,
che si serve dell’inganno,
per accrescere il valore
che le merci inver non hanno.
Ruba il posto il concorrente,
che d’appoggio assecondato,
prende il posto del vincente,
mentre questi è rimandato.
Chi riesce ad accattivarsi
imperiosa simpatia
e, con questa procurarsi,
la missione che ad altro stia.
Chi non paga il fornitore
per la merce ricevuta,
è davvero un truffatore
e di ladro ha la tenuta.
Quell’ignoto delatore
di notizia non verace
è di certo un malfattore
perché toglie pur la pace.
La ragazza innamorata,
che non vede il tradimento,
dell’amore è derubata
e le resta sol tormento.
E perfin la donna amata,
quando al ladro gli conviene
potrà esser distaccata
da colui che le appartiene.
Con la frode e peculato
ogni sorta di rapina
questo mondo è derubato
e giustizia va in rovina.
Chi dal prossimo distoglie
bene fisico o morale,
appropriandosi le spoglie,
è di certo un criminale.

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