2014 Anno Europeo contro lo spreco alimentare

Finalmente una  forza “quasi” uguale e contraria sta crescendo contro lo spreco . “Quasi” uguale perché anche se molte iniziative per fortuna  sono nate e si stanno allargando a macchia d’olio,  siamo ancora  all’inizio.  E tutti sappiamo come le nostre comunità siano organizzate in maniera tale che sprecare fa parte del sistema .

Partiamo dal cibo, elemento essenziale per la nostra sussistenza.  Almeno un terzo di quello prodotto viene sprecato nel  processo che va dalla produzione, che  passa dal rivenditore e che arriva al compratore finale.  Inoltre c’è da menzionare pure i  prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti nei campi e i pasti pronti dalla ristorazione di scuole aziende e non consumati.  Poiché in Europa 90 milioni di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno,  il Parlamento Europeo sta appoggiando l’iniziativa per abbattere gli sprechi alimentari del 50% entro il 2025.

Altri prodotti per i quali è possibile e necessario gestire le eccedenza in maniera innovativa attraverso azioni di responsabilità sociale  sono senza dubbio i farmaci prossimi alla  scadenza , i libri  invenduti destinati al macero , come pure ogni altro bene classificabile nel no-food.

Ci piace riportare in breve alcune storie italiane di forza contraria , per  dimostrare che lo spreco e gli scarti possono essere una risorsa e che gettare cibo, medicinali e tutto il no-food  ancora utilizzabile, è un costo economico, ambientale e sociale.

Impossibile non  iniziare da Last Minute Market, società nata per mezzo dell’Università di Bologna , che negli anni ha acquisito , oltre all’attività di ricerca, anche la forma di attività imprenditoriale, sviluppando progetti  volti al recupero dei  beni invenduti a favore di enti caritatevoli .  Il Prof. Andrea Segrè  è colui che ha curato fin dall’inizio il progetto Last Minute Market, le cui finalità si basano sull’assistenza e la consulenza  alle  istituzioni ed alle  imprese al fine di  permettere che le eccedenze  vengano gestite in maniera innovativa .  Coordinare  la rete donatori/beneficiari, monitorare  la domanda/offerta ed il sistema di recupero, valutare  gli impatti positivi sul territorio; ecco le principali funzioni di Last Minute Market che si sta imponendo anche a livello europeo. Grazie ad   Andrea  Segrè,  il quale oltre che essere presidente di Last minute Market e direttore del Dipartimento Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, è  ideatore dell’iniziativa “Un anno contro lo spreco” .  Nelle città in cui si è fatta propria la Responsabilità Sociale dell’iniziativa, si  recuperano  ogni giorni pasti delle mense, si  ridistribuiscono  farmaci in prossimità di scadenza, si rendono disponibilità mobili ed arredi,  non si sprecano tonnellate di alimenti di supermercati, mercati ortofrutticoli ecc.

Per continuare a raccontare storie contrarie allo spreco,  nuovamente dobbiamo rivolgersi a  Last Minute Market, la quale ha pure ideato  una nuova forma di  arte della cucina . Famosi chef a livello nazionale e giovani cuochi alle prime armi adeguatamente istruiti  , insegnano ed organizzano eventi e cene con  menù  composti da prodotti alimentari di recupero, perfettamente edibili, che altrimenti andrebbero sprecati.

Per concludere  il nostro breve viaggio nel mondo del “trasformare lo spreco in risorse “ non possiamo tralasciare i social market, cioè veri e propri supermercati , dove le persone in difficoltà economica  possono fare la spesa utilizzando tessere sociali o a punti . Periodicamente ne vengono aperti di nuovi, segno di una crescente responsabilità sociale delle nostre città.

Gli alimenti che vengono donati e posti sugli scaffali dei social market,  provengono dalle eccedenze , oppure  non sono più vendibili per difetti della confezione (etichetta scolorita, scatola ammaccata …) o  perché scadono di lì a pochi giorni .

Tali prodotti  sono assolutamente integri e commestibili e, se non venissero recuperati, verrebbero gettati, aumentando la quantità di rifiuti da smaltire (e i relativi costi, economici e sociali).

Insomma trasformare lo spreco in risorse si può.  La “ spesa dell’ultimo minuto” ne è un esempio pratico. Ed oltretutto sta rappresentando una  importante una nuova filosofia di vita e di organizzazione dell’utilizzo dei beni da consumare.

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